Il presidio
Bufera su Gelli (Pd) per la lettera contro il Monopoly
Su Internet numerose le critiche al deputato pisano Lui conferma il contenuto della missiva all’ambasciatore Usa
PISA. Sette deputati del Pd contro il nuovo gioco del Monopoly che sarebbe «diseducativo ed incentivante alla speculazione finanziaria». Ma sul web è un coro di «occupatevi dei problemi seri del Paese». Tra i firmatari della missiva indirizzata all'ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, c'è anche il pisano Federico Gelli (originario della Valdicecina) che ribadisce: «C'è poco da dire, il nuovo Monopoly che arriverà anche in Italia esalta ciò che ha portato la crisi economica nelle nostre famiglie. Quindi ribadisco che è diseducativo perché inneggia alla finanza irresponsabile». La nuova versione "finanziaria" del vecchio Monopoli sostituisce gli immobili con i pacchetti di azioni. Ed «incredibilmente» viene tolta la casella «prigione». Una sorta di lasciapassare nella finanza per grandi e per piccini.
Sarà, ma su Facebook e Twitter, la lettera di Gelli e company non convince per nulla ed anzi, il sodalizio dei deputati, quella lettera, se la vede rispedita all'indietro come un boomerang. Alcuni esponenti della Sinistra critica di Pisa su Facebook scrivono: «Il problema non è aver tolto la casella "prigione" bensì l'Imu in Parco della Vittoria». Su Twitter, Josè Bernò scrive: «I nostri deputati alle prese con lo scottante problema del Monopoly. Ma perché non giocano a nascondino e si rendono latitanti per un po'?».
Ancora più caustico è il commento di Selvaggia Lucarelli che invita Gelli e gli altri deputati alla crociata «contro l'Allegro chirurgo perché istiga alla malasanità».
Riccardo Pessana sempre su Twitter esorta i deputati del Pd a far ritirare i mattoncini alla Lego perché incentivano alla speculazione edilizia.
Gelli gioca con gli sfottò sulla rete, ma il nuovo gioco del Monopoly non lo digerisce e dice: «Ben venga l'ironia e la battuta anche se vorrei ricordare, se ce ne fosse bisogno, il decreto del fare, le iniziative contro il femminicidio e le mie iniziative in tema di sanità».
Come dire: prima vengono i problemi seri del Paese e poi, in un coriandolo di tempo, ci si può dedicare ad invettive savonarolesche contro il demone "subprime" esaltato dal nuovo Monopoly. L'iniziativa gelliana è nata dalle secche prese di posizione del presidente Obama contro le speculazioni finanziarie. Ma i sette onorevoli, evidentemente si sono stizziti perché: «Mentre la Casa Bianca pone l'accento contro le frodi dei titoli e gli abusi degli strumenti finanziari, il Monopoly torna ad esaltare la turbo economia che ha aperto la crisi finanziaria 2008, con il messaggio diseducativo che, in caso di violazione delle regole, non si viene puniti».
E Gelli, a voce, aggiunge: «Alla fine mentre tutti ci lamentiamo della crisi causata dagli strumenti finanziari e di borsa che ha ridotto sul lastrico famiglie ed anziani, arriverà nelle nostre case proprio un gioco che esalta fondi e titoli azionari di multinazionali. Tutto qui». Come dire che prendere carta, penna e calamaio e scrivere all'ambasciatore americano, è stato un imperativo quasi "anarcoide" un po' alla Occupy Wall Street.
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