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Pontedera

«Servono corsi per le lavorazioni meccaniche»

SAN MINIATO. Ci sono aziende che senza saperlo rinunciano a contributi e incentivi per le nuove assunzioni, semplicemente per una carenza di informazione. Come del resto sono poche, pochissime quelle...

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SAN MINIATO. Ci sono aziende che senza saperlo rinunciano a contributi e incentivi per le nuove assunzioni, semplicemente per una carenza di informazione. Come del resto sono poche, pochissime quelle al corrente delle novità introdotte nel campo della formazione. Un difetto di comunicazione, che diventa un ostacolo in più in un mercato del lavoro in rapida evoluzione. È quanto emerso in un recente incontro organizzato a Ponte a Egola dall’associazione Laboratorio Valdarno, che ha fatto seguito ad un percorso di ascolto fra gli imprenditori, nel quale il tema della formazione è stato da subito portato all’attenzione come uno dei principali difetti da risolvere.

Presenti alla serata, ospitata presso la biblioteca comunale, anche gli assessori provinciali Anna Romei e Graziano Turini insieme ad alcuni funzionari. «Una serata concreta, dal taglio tecnico – spiega il presidente di Laboratorio Valdarno Giovanni Zanoboni – nata dalle dichiarazioni raccolte fra gli imprenditori, che tutti, spontaneamente, avevano lamentato il problema della formazione».

Critiche da un lato alla formazione “esterna”, quella obbligatoria, che prevede 120 ore fuori azienda per tre anni guidate da persone che le aziende giudicano spesso poche idonee, dall’altro alla formazione non obbligatoria, gestita dalla Provincia, con alcuni settori produttivi trascurati a detta delle aziende.

«Nella nostra zona, per esempio – dice Zanoboni – a fronte di numerosi corsi nel campo della chimica se ne lamenta la mancanza per le lavorazioni meccaniche. La formazione si sta comunque trasformando. L’assessore Romei ha ascoltato e compreso queste necessità, illustrando quindi il quadro dei nuovi incentivi per chi assume dipendenti o apprendisti».

Sono stati introdotti, infatti, contributi per chi assume persone in mobilità o licenziate per giusta causa, per giovani laureati sotto i 35 anni e per donne over 30, e in generale per i soggetti svantaggiati dal mercato del lavoro, in particolare per i disoccupati a meno di cinque anni dalla pensione.

«Alcuni di questi incentivi sono anche retroattivi per chi è transitato dal Centro per l’Impiego – aggiunge il presidente di Laboratorio Valdarno Zanoboni – ed è una cosa che tantissime aziende non sanno. In generale, quasi tutti gli operatori presenti alla serata non sapevano niente di questi incentivi. E credo che l’appuntamento sia servito soprattutto a questo, come contributo alla conoscenza».

Giacomo Pelfer

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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