Il presidio
Suona l’allarme per l’ospedale: rischio ridimensionamento
Secondo una relazione dell’Asl sulla vulnerabilità sismica degli edifici, ci vorrebbero interventi ma mancano le risorse
SAN MINIATO. Torna a suonare l’allarme sul futuro dell’ospedale di San Miniato.
In questi giorni è stata resa nota una relazione tecnica della Asl 11 nella quale, a seguito di verifiche aventi per oggetto la vulnerabilità sismica degli edifici di proprietà della stessa Asl ed in particolare degli ospedali di San Miniato, Fucecchio e Castelfiorentino, è emerso che alcuni di tali edifici sono risultati sismicamente sensibili, con indici rischio degni di attenzione. Per tale motivo, sempre secondo la nota della Asl, si rende necessario adeguare alcune strutture portanti degli edifici stessi per accrescerne la resistenza in ipotesi di eventuali possibili fenomeni sismici.
«Leggendo tale comunicato – afferma Roberto Ferraro, capogruppo Pdl in consiglio comunale a San Miniato – molti cittadini non avranno potuto far a meno di ricordare l’ analoga situazione che alcuni anni fa interessò il liceo Marconi, che, a causa di problemi strutturali e per carenza delle caratteristiche meccaniche dei materiali utilizzati, venne temporaneamente chiuso e trasferito a San Donato. Una strana temporaneità considerato che dopo vari anni e tante promesse ad oggi non si intravede ancora una concreta soluzione affinché il glorioso liceo risalga il colle e torni a fare cultura a San Miniato. Per quanto riguarda l’ospedale di San Miniato già da mesi circolano voci e dicerie che mettono in forse la prosecuzione delle sue attuali attività. Il recente comunicato della Asl sulla criticità sismica degli edifici ospedalieri si potrebbe trasformare nella ciliegina che alcuni attendono per motivare una eventuale chiusura o ridimensionamento, ovviamente tutto temporaneo, dell’ospedale di San Miniato. Poiché il comunicato dell’Asl, oltre a far presente i poco brillanti risultati dell’indagine strutturale, ricorda anche che al momento non vi sono risorse finanziarie per effettuare interventi di adeguamento».
Secondo Ferraro, il rischio di dover arrivare ad un ridimensionamento della operatività degli edifici interessati non è fuori luogo e quindi, a questo proposito, si chiede la massima attenzione da parte delle istituzioni locali.
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