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Forbici in Comune, tagli alle spese per i cellulari

Forbici in Comune, tagli alle spese per i cellulari

La giunta di San Miniato ha varato un piano di razionalizzazione che prevede la disdetta dei contratti telefonici e il passaggio alle ricaricabili

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SAN MINIATO. Si stringe la cinghia in Comune a San Miniato. Si passano al vaglio tutte le voci di spesa, anche quelle apparentemente più banali, per cercare di limare il più possibile e consolidare ulteriormente la fetta di risparmio rispetto agli anni precedenti prevista nel bilancio di previsione.

Nelle settimane scorse, in una delle sue ultime sedute prima delle ferie estive, la giunta del Comune di San Miniato ha affrontato questa discussione approvando un piano di razionalizzazione che prevede varie “voci”.

Tra queste, c’è quella relativa ai costi per i telefoni cellulari. Su input del sindaco Vittorio Gabbanini, l’esecutivo sanminiatese ha deciso di “tagliare” alcuni apparecchi e di rivoluzionare il “parco” dei contratti stipulati a suo tempo con le compagnie telefoniche.

«Dopo aver fatto un po’ di conti insieme agli uffici – spiega il primo cittadino – abbiamo scelto di rivedere l’intero capitolo delle spese telefoniche e di procedere con la disdetta di tutti i contratti, sostituendoli con delle ricaricabili. In questo modo, risparmiamo circa il cinquanta per cento della spesa complessiva degli anni scorsi. Solamente di tassa governativa, obbligatoria avendo un contratto, spendevamo quindicimila euro. Sono sicuramente soldi che possono farci comodo in altri ambiti».

Così come i risparmi effettuati relativamente alle spese per la carta, le spedizioni postali e le fotocopie.

«Di questi tempi – aggiunge il sindaco Gabbanini – occorre stare attenti a tutto, proprio come fanno le famiglie. A questo proposito, voglio aggiungere altri aspetti significativi. Se dal 2002 al 2009 il nostro Comune accese mutui per quindici milioni, dal 2009 noi non abbiamo acceso nessun mutuo. Inoltre, se nel 2009 la spesa per i dirigenti comunali era di 308mila euro, nel 2012 è scesa a 237mila. Infine, da segnalare anche la spesa per gli affitti: da 228mila euro, nel 2013 è scesa 160mila».

(c.m.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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