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Corso alberghiero in carcere studenti e detenuti a lezione
Si comincia a settembre con il nuovo indirizzo enogastronomico dell’istituto tecnico Niccolini Entusiasmo di preside e direttrice del Maschio: un’opportunità per il territorio che vive di turismo
VOLTERRA. Nella cucina del carcere si farà la parte pratica, quella tra fornelli, ricette, sapori e tecniche. All’interno della casa di reclusione, invece, le lezioni teoriche. Tutti i giorni, dalle 13 alle 18 dal lunedì al venerdì, più il sabato mattina detenuti a studenti dell’Itcg Ferruccio Niccolini di Volterra studieranno, gomito a gomito per il nuovo corso alberghiero a indirizzo enogastronomico. Il prossimo 9 settembre la prima campanella: dieci sono gli alunni, tutti dell’Alta Valdicecina, che optano per la novità formativa, insieme ad altrettanti detenuti della media sicurezza. «Ancora una volta il carcere di Volterra dimostra di essere parte integrante del territorio e questa volta lo fa insieme a un istituto dove da 20 anni si diplomano i nostri carcerati», premette la direttrice del Maschio etrusco, Maria Grazia Giampiccolo.
L’entusiasmo per questa occasione di formazione in più, che mancava sul territorio, si tocca con mano. «Soprattutto se si pensa che si tratta di una zona che vive di turismo e i ragazzi che usciranno da questo corso avranno delle competenze nel settore alberghiero e della ristorazione specifiche, in modo da far aumentare la cultura dell’accoglienza», continua. Aggiunge: «per questo la città tutta ha accolto questa iniziativa ottimamente, a cominciare dalle associazioni di categoria Confesercenti e Confcommercio, così come il Comune». Formazione on the job, quindi. «La nostra offerta didattica da quest’anno si arricchisce di un corso professionale specifico, quanto mai necessario sul territorio, considerata la vocazione», rincara la dirigente scolastica, Ester Balducci. «Iscritta anche una ragazza di 15 anni, quest’anno partiamo così, in attesa del riconoscimento da parte della Regione di corso triennale: in questi giorni faremo richiesta». Il progetto didattico ha il benestare di Ministero: ad insegnare al nuovo corso enogastronomico, per le materie di cultura generale, saranno gli insegnanti del Niccolini, tra cui il veterano Alessandro Togoli. Il Ministero assegne i docenti per le materie specifiche: enogastronomia e cucina, servizio in sala e servizio turistico. Dentro e fuori: le maglie si allargano e le distanze si accorciano. Il progetto del corso getta le sue radici (e l’idea) nelle tradizionali cene galeotte, ormai diventate un appuntamento cult del carcere di Volterra, conosciute ben oltre confine. Detenuti chef, accompagnati dal cuoco stellato di turno per serate a sfondo benefico. «Fino ad ora grazie a queste attività - fa il punto la direttrice del carcere – sono stati assunti 20 detenuti permessanti nelle attività di ristorazione del territorio». Non sono da escludere presenze di docenze esterne, al corso, anche di chef a 5 stelle che hanno partecipato alle Cene galeotte. «Leonardo Romanelli è il coordinatore enogastronomico delle Cene galeotte e appoggia la creazione di questo corso», chiude.
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