Il Tirreno

Pontedera

L’abbraccio infinito dei giovani figli a mamma Maria

di Elena Iacoponi
L’abbraccio infinito dei giovani figli a mamma Maria

Un fiume di lacrime per l’addio all’imprenditore edile di 41 anni straziato in un campo dalle lame della motozappa

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LARI. «Massimiliano ora vive nei nostri cuori, lì non morirà mai perché sarà sempre uno di noi – ha detto nell’omelia il cappellano don Pascale – e ricorderemo per sempre i bei momenti passati insieme».

La chiesa di Santa Lucia della parrocchia perignanese è stata la cornice del funerale di Massimiliano Radavelli, 41 anni, imprenditore edile, morto nel terreno vicino casa, in via Casine di Bosco nel comune di Lari, per una grave ferita causata dalla motozappa con cui stava lavorando. Hanno assistito alla terribile scena i figli Giampaolo e Gabriele, 12 e 9 anni, che hanno chiesto subito soccorso, ma la motozappa aveva tagliato l’arteria femorale e non c’è stato niente da fare.

In chiesa, vicino al feretro, c’era la vedova, Maria Angela Frediani, 39 anni. Inoltre c’erano tanti fiori: un cuscino di rose delle sorelle e della mamma e un grande copricassa di rose bianche dei figli. Sono arrivati in chiesa amici, parenti, conoscenti, e l’edificio non riusciva a contenere tutti coloro che hanno voluto star vicino alla famiglia in questo difficile momento.

«Questo è un momento non facile per una famiglia – ha proseguito don Pascale nell’omelia –, salutare un caro che ci lascia per sempre: è difficile consolare questi parenti. Non si sa dare una spiegazione: perché sia successo e perché ora. Nella pagina del Vangelo che è stato letto viene citato “Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto”. Noi credenti abbiamo frasi e preghiere per questi momenti difficili, ma non riusciamo ad accettare la volontà di Dio, soprattutto quando arriva così improvvisamente. Non ci diamo spiegazione. Dio è autore della vita e allo stesso tempo ce la toglie, ma quello che ci consola è la preghiera. Oggi pensiamo a Massimiliano, e l’ultimo saluto diventa difficile. Preghiamo perché Massimiliano trovi pace nel Regno dei Cieli e confidiamo nel buon cuore di Dio per questo. In questi momenti pensiamo di essere rimasti soli, che Dio ci abbia dimenticati, ma non è così, perché Dio è sempre con noi, nella vita di tutti i giorni. Anche nella sofferenza della morte che occorre accettare come una realtà: proprio la fede aiuterà anche questa famiglia ad andare avanti».

Per tutto il tempo della cerimonia funebre i figli Giampaolo e Gabriele hanno abbracciato la madre Maria Angela. I bambini sono stati i primi a chiedere aiuto quando hanno visto il babbo Massimiliano in difficoltà. Al termine della cerimonia religiosa il corteo ha accompagnato la salma di Massimiliano nel cimitero di Lari.

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