Il Tirreno

Pontedera

Quella tragedia poteva essere evitata

Quella tragedia poteva essere evitata

I carabinieri hanno chiesto al Comune di installare al più presto una cartellonistica adeguata a segnalare il pericolo

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PONTEDERA. Oggi l’ultimo saluto, alle 15 nella pieve di Palaia, a Giorgio Donati, 50 anni, perito chimico di Colleoli morto folgorato mentre stava pescando nel laghetto vicino alla vecchia Fornace Braccini. La Procura, che ha disposto gli accertamenti medico-legali, rilascerà la salma questa mattina. Ieri, infatti, sulla salma è stato eseguito solo l’esame esterno, non essendo stata ritenuta necessaria l’autopsia essendo chiare le cause della morte.

Intanto, vanno avanti le indagini sull’incidente avvenuto nel pomeriggio della vigilia di Ferragosto. I carabinieri di Pontedera, che si occupano dei rilievi, hanno consegnato al pm Paola Rizzo della Procura di Pisa i risultati dei primi accertamenti effettuati dopo la tragedia. La vittima era andata a pescare in un tratto del lago in cui, come dimostra la tragedia, non c’erano tutte le necessarie misure di sicurezza proprio per la presenza dei cavi dell’alta tensione di una linea elettrica aerea di Enel. Quando la canna in carbonio ha urtato i cavi, situati ad un’altezza di circa 8 metri, l’uomo non ha avuto scampo. È morto all’istante raggiunto da potenti scariche elettriche.

Ieri mattina i carabinieri sono tornati al laghetto: al Comune, proprietario dell’impianto sportivo, hanno chiesto di installare al più presto un’adeguata cartellonistica per informare chi accede al laghetto che la pesca è vietata in corrispondenza del passaggio della linea elettrica. I responsabili del circolo sportivo Lago Nemo che gestiscono il laghetto sostengono che i soci sono a conoscenza del fatto che la pesca è consentita solo nelle piazzole che sono state attrezzate. Tuttavia nell’area dove è avvenuta la tragedia non era segnalato in alcun modo il pericolo. Al momento comunque non è stato disposto il sequestro della zona dell’incidente essendo stata “fotografata” la situazione dai rilievi effettuati subito dopo il dramma di mercoledì pomeriggio. Il grande interrogativo di questa vicenda resta senza risposte. La tragedia poteva essere evitata con un’adeguata cartellonistica che segnalasse il pericolo o con cartelli di divieto? L’inchiesta della Procura potrà chiarirlo. La famiglia della vittima si è rivolta ad un legale e molto probabilmente presenterà un esposto proprio per chiedere che sia fatta luce su eventuali responsabilità nella morte del cinquantenne. Ora per i Donati è il momento del dolore, con il pensiero rivolto al funerale di oggi. Ma non sarà facile dimenticare, non sarà possibile accettare l’idea che un uomo possa morire in questo modo, in un laghetto artificiale dove era andato per passare alcune ore di tranquillità all’insegna del proprio hobby preferito.

Sabrina Chiellini

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