Il presidio
Trova un cane ferito Odissea per i soccorsi
Ponteginori, per 3 ore si prende cura dell’animale che vagava per strada «Ho chiamato vigili, Asl, carabinieri: alla fine sono venute le volontarie da Lajatico»
VOLTERRA. Quasi tre ore di attesa. Con la canina trovata per strada, quasi agonizzante che nessuna delle autorità preposte va a soccorrere. Gli angeli che salvano la vita all’anziana Spring Spaniel, che si aggira malridotta, con le unghie dentro ai polpastrelli lungo la strada principale di Ponteginori, sono i due fratelli Marco e Veronica Senesi. «È stata un’odissea, avrò fatto venti telefonate con il mio cellulare chiamando carabinieri, vigili urbani, canili, la Asl di Volterra: morale della favola nessuno di loro si è occupato di soccorrere la canina». Marco é felice di aver salvato il cane da caccia, ma deluso e indignato per il rimpallo di responsabilità che poteva costare la vita all’animale. «Dopo quasi tre ore, alla fine, a venire a prendere la canina per portarla da un veterinario di Fornacette per farla operare di urgenza sono state le addette di un canile di Lajatico». Si sono precipitate volontariamente, senza alcuna convenzione con il Comune di Montecatini che fino a ieri era sprovvisto di canile sanitario dove “parcheggiare” randagi e animali feriti, in attesa del trasporto al canile rifugio di Reggio Emilia.
È direttamente il salvatore della canina a raccontare il groviglio di telefonate, i rimpalli di responsabilità, le brutte scoperte. Nonostante le norme legate all'obbligo di soccorso per gli animali in strada siano chiare, per legge, con tanto di decreto attuativo del ministero dei Trasporti che ha cosi' rafforzato il cambiamento del Codice della Strada che - dall’estate 2010 - aveva fissato gia' l’obbligo di fermarsi in caso di incidente con un animale come anche l’equiparazione dello stato di necessità di trasporto di un animale ferito come per una persona, l’utilizzo di sirena e lampeggiante per ambulanze veterinarie e mezzi di vigilanza zoofila (il decreto ministeriale è del 9 ottobre 2012). «Ho chiamato i carabinieri di Volterra che sono venuti con una macchina, ho spiegato la situazione, mi han detto che non era compito loro di gestire la situazione e mi hanno consigliato di chiamare un canile a Rosignano: l’ho fatto, col mio telefono». La storia si articola: «Il canile mi dice che deve essere chiamato dalle forze dell’ordine per intervenire, così ho passato al cellulare i carabinieri che avevo accanto: mi si dice che sarebbero arrivati da Rosignano, la pattuglia va via, poi mi richiamano e mi dicono che non era compito loro». Marco richiama i carabinieri, poi telefona al servizio veterinario della Asl di Volterra, poi i vigili urbani di Montecatini. E ancora il veterinario di Saline: «Mi dice di caricare la canina in auto e di portargliela, io ho provato ma lei ha cominciato a ringhiare e io avevo paura, quindi niente». Sulla telefonata ai vigili: «Dico loro che per legge sono obbligati a interessarsi dell’animale ferito, ma non succede niente». Nel frattempo miracoloso il contatto con l’associazione animalista etrusca della Gavol e poi delle addette del canile sanitario di Lajatico che, dopo quasi tre ore, vanno a soccorrere lo Spring Spaniel e lo portano alla clinica di Fornacette, dove viene operato d’urgenza. Tramite microchip, poi, si risale al proprietario dell’animale. «Che deve fare una persona che trova un animale ferito? Quali sono le autorità del territorio preposte, visto che nessuno è intervenuto?», chiude Marco.
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