Meteo
«Abbiamo provato subito a rianimarlo»
Il racconto dei testimoni: prima abbiamo sentito un rumore, poi s’è vista una grande fiammata
PONTEDERA. «Abbiamo provato a rianimarlo ma non c’è stato niente da fare. Io ero girato dall’altra parte quando ho visto una fiammata dai cavi dell’alta tensione. Insieme ad un altro pescatore siamo andati verso di lui, gli abbiamo fatto il massaggio cardiaco, poi è arrivata l’ambulanza con il defibrillatore. Tutto inutile, una disperazione». Maurizio Adamo, 35 anni, di Santa Croce sull’Arno era al laghetto insieme alla moglie in stato di gravidanza e ai figli. Ha lo sguardo di chi ha visto una scena atroce e al tempo stesso pensa ai figli, a cosa avranno capito.
«Stavo pescando quando ho sentito un rumore – racconta un altro testimone, Marco Ultimini, 35 anni, di Pontedera – ho sentito un rumore e subito dopo ho capito che la vittima aveva colpito con un pezzo di canna un cavo dell’alta tensione. Abbiamo cercato di aiutarlo ma la situazione era drammatica». Entrambi i testimoni hanno assistito alle operazioni di soccorso e poi sono stati sentiti dai carabinieri che stanno ricostruendo la dinamica dell’incidente, così come sono state raccolte altre testimonianze che potrebbe essere a ricostruire i momenti dell’incidente. Grande la preoccupazione, insieme al dolore per la morte dell’uomo, da parte dei responsabili dell’associazione sportiva. «Questo è un lago aperto alla pesca – dice il presidente Massimo Fiore – facciamo tante attività anche con i ragazzi. I nostri soci sanno che è pericolo andare a pescare al di fuori delle piazzole che sono adibite alla pesca. Noi diciamo sempre ai nostri soci di non andare lungo le sponde ma di usare le piazzole. Conoscevo la vittima – aggiunge – ma solo per averla vista altre volte a pescare. Sono dispiaciuto per quello che è successo. Non è un momento facile, cercate di capire anche la nostra situazione». In serata l’area dove è morto Donati è stata circoscritta con nastro adesivo. Potrebbe essere sottoposta a sequestro almeno nelle fasi iniziali dell’inchiesta. Ovviamente sono state anche fotografate le sponde del laghetto a documentare la mancanza di qualsiasi segnale di pericolo. Senza parole la moglie della vittima. «È venuto il maresciallo di Palaia ad avvisarmi. Non è facile... – dice – sapevo che era andato a pescare ma non credevo fosse a Pontedera, di solito andava a La Sterza. La pesca era la sua grande passione...».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
