Il Tirreno

Pontedera

Picchia moglie e figli e li minaccia di morte

di Manolo Morandini
Picchia moglie e figli e li minaccia di morte

A finire in manette è un operaio conciario di 52 anni di San Miniato I carabinieri allertati da una telefonata allarmata di una delle vittime

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SAN MINIATO. A mettere fine a una brutta storia fatta di percosse, umiliazioni e minacce quasi quotidiane è una delle giovani vittime del dramma. L’incubo, che va avanti da tempo, viene interrotto con una telefonata furtiva quanto allarmata al 112. Sul posto arriva una gazzella del nucleo operativo della compagnia carabinieri di San Miniato. I militari riescono a farsi aprire la porta di casa e a mettere fine al dramma familiare. Scattano le manette. L’uomo, operaio conciario di 52 anni, viene portato via davanti agli occhi della moglie e dei quattro figli. Sono loro ad aver subito in silenzio, per mesi, i suoi eccessi d'ira. Fino a quando dalle botte è passato alle minacce di morte, armato di grossi coltelli da cucina.

Lavora in una conceria del comprensorio l’uomo, che è detenuto al carcere don Bosco di Pisa. L’arresto viene confermato dal giudice sulla scorta dei fatti accertati dai carabinieri. Prima di calmarsi, infatti, ha continuato nel suo delirio violento. E solo una volta tornato in sé ai militari cerca di rappresentare un’altra realtà, sminuendo l’accaduto. Descrivendo una condizione familiare in cui è lui la vittima, schiacciato da una situazione che lo vede solo contro la moglie e i quattro figli, di cui due minorenni, tutti colpevoli di essersi coalizzati contro di lui. Un racconto privo di consistenza, che non gli evita l’arresto in flagrante e la successiva convalida.

Da mesi in quella casa di San Miniato la donna e i suoi figli vivono nel terrore. La coppia, originaria del meridione, è approdata a San Miniato negli anni scorsi seguendo il lavoro del marito. Un’uomo dal carattere particolarmente autoritario. Così viene descritto dalla compagna e dai figli ai militari. Un’inclinazione spesso senza briglie per colpa dell’abuso di alcol che sempre più spesso lo porta ad alzare le mani sui familiari.

Una condizione taciuta per mesi e rivelata solo al culmine dell’ultimo episodio, chiuso con l’arresto e l’allontanamento dell’uomo da casa.

Per colpa dell’abitudine a bere all’uomo, sorpreso al volante in stato di ebbrezza, di recente è stata ritirata la patente di guida. Eppure, la circostanza non lo scuote. Anzi, aumentano la frustrazione e la rabbia. E proprio una lite legata alla volontà dell’uomo di usare l’auto di famiglia, pur non avendo la patente, ne ha esasperato l’aggressività. Così, ubriaco e arrabbiato dopo le botte è passato alle minacce di morte ai suoi familiari.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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