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Piano di cattura per i cani randagi a Varramista
Lo ha deciso il sindaco di Montopoli dopo un incontro in municipio. Il problema coinvolge la valle di via Ricavo
MONTOPOLI VALDARNO. Da anni, chi conosce la zona, sa che quella valle va attraversata con grande attenzione. Il pericolo è quello di imbattersi in un gruppo di cani randagi, liberi e aggressivi, che tendono a muoversi in branco accerchiando singole persone a piedi o in bicicletta. Tante le segnalazioni di cittadini che si sono spaventati, costretti a fuggire di fronte ad animali tutt’altro che amichevoli. Una presenza di cui hanno fatto le spese varie specie faunistiche della valle, a cominciare dagli animali delle zone di ripopolamento, divenuti facili prede del branco, con le associazioni venatorie da anni sul piede di guerra.
Un problema che coinvolge la valle di via Ricavo, a cavallo fra i comuni di Montopoli e Palaia, proprio a ridosso della tenuta di Varramista. Un problema di vecchia data, che adesso potrebbe essere ad una svolta. Pochi giorni fa, infatti, il sindaco di Montopoli Alessandra Vivaldi ha emanato un’ordinanza per disporre l’immediata cattura degli animali. Un intervento pianificato in un incontro in municipio, che ha coinvolto, oltre all’amministrazione di Palaia, anche la Forestale, i carabinieri, la polizia municipale, la Provincia di Pisa e l’Asl 11, insieme alle associazioni venatorie, ai proprietari della zona, e all’associazione “Amici degli animali a quattro zampe” di Pontedera.
«Un tavolo tecnico – lo definisce Vivaldi – per stabilire il cronoprogramma e le modalità d’intervento. Si tratta di animali non facilmente avvicinabili, soprattutto se percepiscono un pericolo. Ci stiamo quindi attrezzando per organizzare appostamenti e trappole. L’obiettivo dell’ordinanza, prima di tutto, è stato quello di informare i cittadini del pericolo, anche perché si tratta di una zona molto frequenta».
A detta dei residenti e dei cacciatori, tuttavia, tutto nasce da un’origine che ha a che fare con l’uomo, e che risponde a un nome e a un cognome, quello di un proprietario della valle, accusato di aver nutrito per anni i cani al di fuori di ogni regola sulla custodia degli animali.
«La sensazione è che tutto nasca da quel contesto – dice Vivaldi –: un proprietario che per anni ha nutrito questi animali in modo poco “ortodosso”, lasciandoli liberi in una proprietà che è grandissima. In passato gli era stato chiesto di recintare la zona e di “chippare” gli animali, ma con scarsi risultati. Sicuramente tutto nasce da quel primo gruppo di cani, che negli anni si è riprodotto attirandone magari anche altri da fuori, fino a diventare un vero e proprio branco».
Un branco che adesso sembra diventato numeroso e sicuro e sicuro di sé, tanto da avvicinarsi agli abitati di Marti e Casteldelbosco, dopo aver fatto razzia di tutti gli animali liberati nelle zone di ripopolamento in vista della stagione venatoria. Animali che già oggi sembrano essere scomparsi. «In questo momento ci stiamo procurando le gabbie – conclude Vivaldi –. Gli animali saranno condotti in un canile convenzionato, dove saranno valutate le condizioni o meno per un successivo affidamento. Il lavoro richiederà un po’ di tempo. Solo alla fine saremo in grado di renderci conto del numero effettivo di questi animali, e di valutare quindi anche eventuali responsabilità oggettive».
Giacomo Pelfer
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