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Negozi e bar, senza quei clienti entrate dimezzate
PONTEDERA. Di economia giudiziaria vera e propria si tratta. Eppure finirà presto. Tra poche settimane. Lei che in stile Ally McBeal, aspettando l'udienza si infila nei negozi del centro e fa incetta...
PONTEDERA. Di economia giudiziaria vera e propria si tratta. Eppure finirà presto. Tra poche settimane. Lei che in stile Ally McBeal, aspettando l'udienza si infila nei negozi del centro e fa incetta di tailleur, scarpe griffate e make up. Lui, il Perry Mason della situazione, sempre sulla scia degli avvocati più famosi delle serie tv americane che insieme al cliente si concendono una colazione, o almeno un caffè, prima di discutere la causa di turno. Senza contare quel via vai dal tabacchi, a pochi metri da piazza Curtatone e Montanara, per decine di marche da bollo e contributi unificati. Soldi, insomma, che girano (e tanti) in città intorno al mondo del tribunale. Avvocati, giudici, cancellieri, clienti: il maxi ossigeno all’economia a settembre (al massimo a fine anno) saluterà Pontedera per trasferirsi a Pisa. E i primi a sospirare, sperando nel colpo di scena - in positivo -, sono i negozianti di corso Matteotti. «È un grande contraccolpo per la mia attività sicuramente ma anche per tutta la città: perdere il giro del tribunale per me significa dover rinunciare a poco meno del 50% delle e entrate», non fa fatica a dire il titolare del tabacchi a pochi metri dalla pretura, Fabio Lenzi. La sua rivendita è il primo tabacchi della città di Pontedera, con tanto di stemmi sabaudi originali all’interno. È ben 110 anni che sta là l’attività. «Tutti i giorni vendo un sacco di marche da bollo e contributi unificati che servono agli avvocati, poi vengono i giudici di pace: io posso immettere valori alti perché ho una fidejussione alta, quindi da me si trova tutto».
Perdere le toghe fa tremare anche Cristina, titolare del bar La Cubana di via Gotti. «Tutte le mattine sono tanti gli avvocati che con i clienti vengono a fare colazione, o a prendere anche solo un caffè qua da me». Il trasferimento in quel di Pisa toglierà sicuramente una buona parte delle entrate mensili. E dopo il caffè, quando i tempi delle udienze si allungano, l’abitudine di tanti avvocati in gonna è quello di dare un’occhiata ai negozi. «Il via vai è continuo anche nella pausa pranzo, senza del tribunale, si vedrà una grande differenza», proseguono Annalisa e Marina dietro al bancone dell’abbigliamento Milano. «Anche adesso con l’estate e il tribunale chiuso, si vede un notevole calo». La stessa riflessione arriva dal regno del make up, Kiko, sempre sul centrale corso Matteotti. Così dall’abbigliamento Sisley le commesse torcono la bocca, dispiaciute.
«Davvero chiude? Da noi vengono un sacco di avvocati e avvocate a comprarsi vestiti e tailleur: la differenza si farà sentire e come». Le addette ai lavori raccontano che pure tante mogli di avvocati, accompagnano i mariti e nell’attesa fanno shopping a Pontedera. Considerato il budget della categoria, pure dal griffatissimo Marsili, scarpe e abbigliamento, si levano mugugni. «Son clienti buoni, perderli di questi tempi certo non fa sorridere», dicono.
Shopping, sì. Ma anche spuntini post-udienza. «Tra colazioni e buffet sarà una buona fetta di clienti che se ne va», chiude Bruno Chiavacci, al timone del centrale Caffè D’Oro.
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