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Comune e Cerbaie in tribunale
L’ex gestore idrico e l’amministrazione di Montopoli divisi sui rispettivi crediti e debiti
MONTOPOLI VALDARNO. È guerra aperta ormai tra il Comune di Montopoli e la società Cerbaie Spa. Muro contro muro, a suon di carte bollate, tra l’amministrazione comunale e il vecchio gestore idrico del Basso Valdarno, confluito in Acque Spa nel 2002 con la nascita degli Ato, e ancora oggi esistente come rappresentante dei Comuni del Valdarno nel Consiglio della stessa Acque Spa. Una battaglia che prosegue da anni, iniziata con la giunta Bonciolini e destinata a essere ereditata dalla prossima amministrazione. All’origine della disputa c’è la convenzione stipulata fra società e Comune nel lontano ‘96 per l’uso e la gestione delle reti, dei pozzi e degli impianti di distribuzione idrica. Convenzione interrotta prima del tempo, al primo gennaio 2002, con l’adesione di Montopoli alla nuova gestione unitaria di Ato. Da qui l’apertura di una serie di questioni patrimoniali pendenti, che hanno innescato richieste incrociate fra i due enti: circa 700mila euro richiesti dal Comune a Cerbaie Spa, oltre un milione quelli che la stessa società pretende dall’amministrazione montopolese.
Al primo punto c’è la questione relativa all’uso delle condotte, per le quali il Comune di Montopoli, al momento della convenzione, poteva contare su infrastrutture nuove e funzionali, che permisero all’amministrazione di strappare condizioni vantaggiose. In base all’accordo, infatti, Cerbaie Spa era tenuta a corrispondere al Comune una cifra annua, oltre alle rate per la copertura degli investimenti fatti dal Comune, negli anni precedenti, per migliorare la rete. Risorse che al momento dell’estinzione del contratto erano state versate solo in parte, con un ammanco stimato in 721mila euro secondo gli uffici comunali, contro i 303mila riconosciuti invece dal gestore. Da qui la prima causa legale, aperta dal Comune e ancora oggi in attesa di sentenza.
Il secondo fronte, invece, riguarda gli investimenti realizzati da Cerbaie, sulla stessa rete, nel periodo della convenzione. In base agli accordi, il Comune avrebbe potuto decidere, al termine del contratto, se riscattare o meno tali migliorie. Inizialmente, con una delibera del 2009, la giunta aveva optato per il riscatto, ricevendo da Cerbaie la richiesta di un milione e 369mila euro. Un conto eccessivamente salato a detta del Comune, che aveva quindi richiesto una perizia condivisa, con la quale la stima degli investimenti era stata ridotta a soli 411mila euro.
Quest’anno la società è tornata a reclamare la cifra iniziale di 1 milione e passa. Da qui la contromossa della giunta, che con una nuova delibera ha fatto sapere di non essere più interessata a riscattare. Una retromarcia giudicata illegittima da Cerbaie: la società ha quindi portato in causa il Comune di Montopoli, anche se solo per la cifra di 411mila euro, presentando ricorso al Tribunale amministrativo regionale.
L’ultima pagina della storia è datata luglio 2013, con la delibera di giunta che ha incaricato gli uffici all’affidamento dell’incarico legale. Il risultato è un clima di contrapposizione evidente, che probabilmente è all’origine del voto contrario espresso pochi giorni fa dal Comune di Montopoli, a sorpresa, contro il bilancio annuale di Cerbaie.
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