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L’addio con il vessillo del Pci e “Bandiera rossa”

L’addio con il vessillo del Pci e “Bandiera rossa”

Il sindaco alla commemorazione funebre di Carpi: «Una persona dalle qualità straordinarie». Da Roma il messaggio di cordoglio di Napolitano

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CRESPINA. Alla fine è stata suonata anche “Bandiera rossa”, la tradizionale canzone popolare dei lavoratori italiani di matrice comunista e socialista che tanto piaceva al senatore Umberto Carpi, morto a 72 anni dopo una grave malattia. Avevano predisposto tutto i figli, nella sala del consiglio comunale di Crespina dove era stata allestita la camera ardente dell’ex sindaco del piccolo comune delle colline pisane. È stata una breve cerimonia, con rito civile, quella che ieri alle 17 alla chiusura della camera ardente si è svolta per salutare Paci, come il senatore si faceva chiamare dagli amici e dalle persone che lo conoscevano bene. Un nomignolo che gli aveva dato il nonno e al quale non aveva mai rinunciato anche quando era diventato professore, preside della facoltà di Lettere a Pisa e aveva avuto incarichi di governo a Roma. A tracciare un ricordo del senatore è stato il sindaco Thomas D’Addona. «Non avrei mai immaginato di dover essere proprio io a fare questo ricordo di Paci – ha detto – anche se lui, tanti anni fa, un giorno mi aveva confidato, credo anche un po’ scherzando, come avrebbe voluto che fosse organizzato il suo funerale».

Le volontà di Carpi sono state rispettate, così come chiesto dalla famiglia. Erano presenti, insieme ai figli e ai familiari stretti, anche il ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza, che fino a pochi mesi fa era stata compagna del senatore ed era rimasta con lui in buoni rapporti, alcuni sindaci della provincia di Pisa, il presidente della Provincia, Andrea Pieroni, con alcuni assessori, e una delegazione dell’Anpi e dello Spi-Cgil che hanno letto telegrammi delle rispettive associazioni. Una bandiera rossa del Pci è stata deposta sulla bara prima della chiusura. Poi le commosse parole del sindaco. «Era una persona dalle qualità straordinarie – ha detto – ricca, generosa, ci regalava a volte anche involontariamente perle di saggezza, aneddoti».

Gianfranco Francese, segretario provinciale della Cgil, sindacato in cui Carpi aveva svolto attività e a cui era rimasto legato, ha ricordato un episodio di alcuni anni fa, di quando Carpi era sottosegretario all’Industria. Ricevette Francese e delegazione di operai di un’azienda della zona che era in crisi proprio a casa sua, un sabato sera, dopo che era ritornato da Roma.

«Una persona naturalmente propensa al bene, fuori dal comune, ha lasciato un segno», ha aggiunto il sindaco prima di congedarsi dall’amico Paci con un emozionato “Buon viaggio”.

Nel giorno del funerale il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato alla famiglia Carpi un messaggio di cordoglio. (s.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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