Il presidio
Danni alle colture per un gregge di capre
VICOPISANO. Per gli agricoltori della località “Le risaie” l’incubo quotidiano ha due corna e quattro zampe. Un gregge di capre che divora tutto ciò che gli capita a tiro. Foglie di vite, piante di...
VICOPISANO. Per gli agricoltori della località “Le risaie” l’incubo quotidiano ha due corna e quattro zampe. Un gregge di capre che divora tutto ciò che gli capita a tiro. Foglie di vite, piante di girasole, semi di granturco, alberi di mimose e cipressi. Niente sfugge alla loro voracità. In tutto sono 21 animali. Vivono all’interno di un’area recintata che oltrepassano senza difficoltà. Nelle ore più fresche della giornata escono e scorrazzano liberamente per i campi sul confine della pista ciclabile che collega Vicopisano a Cascine di Buti. Un disagio che dura da circa quattro anni e che negli ultimi due mesi si è intensificato. Gli sconfinamenti del gregge si sono fatti sempre più frequenti. Il clima torrido e la scarsità di cibo e acqua costringono gli animali a uscire da una recinzione danneggiata e a spostarsi nelle coltivazioni vicine. «Abbiamo già sporto denuncia all’autorità venatoria – spiegano i proprietari dei terreni agricoli – alla forestale, polizia municipale e carabinieri. È stata anche emessa un’ordinanza per lo sgombero degli animali, ma il sindaco non vuole prendersi la responsabilità di firmarla». Il gregge è abbandonato a se stesso e il destinatario della denuncia non ha dato risposte. «Ma noi siamo esasperati. Non possiamo vederci distrutto in una notte tutto il lavoro fatto durante il giorno. I grappoli più bassi della vigna, comprese le foglie, sono tutti danneggiati e i cipressi appena piantati sono già stati rovinati, dalla foglia alla corteccia. Anche se mettiamo altre recinzioni o protezioni aggiuntive le capre riescono a saltare. Alcuni di noi hanno addirittura rinunciato a coltivare i campi di granturco». Oltre ai danni alle coltivazioni, il bestiame costituisce un problema per la sicurezza. Basta lasciare una finestra socchiusa e subito i proprietari si ritrovano a rischio invasione. «Più volte, sia durante il giorno che di notte, abbiamo trovato le capre in casa. In giardino non ne parliamo nemmeno, ormai è come se fosse un terreno per il pascolo. In mezzo al gregge c’è anche un cavallo e non è piacevole ritrovarselo alla porta di casa». Un pericolo per l’incolumità e un danneggiamento continuo per i terreni coltivati. «Ci siamo anche offerti di sistemare la recinzione, ma senza un controllo adeguato gli animali troveranno sempre il modo di scappare. Chiediamo alle autorità e all’amministrazione di trovare una soluzione».
Lorenzo Lazzerini
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