Il Tirreno

Pontedera

Una fusione anziché un’unione

La “Stazione Santa Croce”: «Il nostro gemello naturale è Castelfranco»

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SANTA CROCE SULL’ARNO. È un’operazione che continua ad alimentare dubbi e perplessità quella dell’Unione tra i Comuni del Valdarno. «Molto meglio pensare a una fusione». Non fra i quattro Comuni del comprensorio, però, bensì un’operazione a due «fra Castelfranco e Santa Croce, due cittadine quasi gemelle per storia ed economia». A dirlo è la nuova associazione “Stazione Santa Croce”, che a dispetto dell’appartenenza politica di alcuni dei suoi componenti, interviene in modo tutt’altro che scontato nel recente dibattito sull’Unione. Una posizione che di fatto aderisce alla proposta lanciata poche settimane fa, prima delle dimissioni, dall’ex capogruppo del Centrodestra per Santa Croce Stefano Giannotti. Proposta inizialmente caduta nel vuoto, che aveva incassato simpatie anche a sinistra, rimaste però ben al riparo da ogni presa di posizione ufficiale. «Come associazione del territorio – spiegano da “Stazione Santa Croce” – abbiamo analizzato la questione per capire quale fosse la scelta migliore per la nostra cittadina. L’Unione dei Comuni potrebbe anche essere una soluzione positiva, in quanto consentirebbe un risparmio economico sui servizi erogati e un budget più ampio, ma è anche vero che si andrebbe a creare un ente di secondo livello con costi economici superiori. Un ente, oltretutto, che non viene eletto dai cittadini e che lede il principio di rappresentanza enunciato nella Costituzione. L’Unione ha più senso per quei Comuni che hanno forti difficoltà economiche, e che potrebbero trarre vantaggio da un accorpamento con i Comuni limitrofi, sia per i servizi sia per una maggiore disponibilità economica». Da qui la controproposta: «Riteniamo che per Santa Croce – dicono – la soluzione più giusta sarebbe la fusione con il Comune di Castelfranco di Sotto, due territori che presentano molte similitudini sia dal punto di vista storico che culturale. Una fusione dei Comuni porterebbe ad un’unica entità giuridica e quindi una semplificazione burocratica e un risparmio economico dal punto di vista strutturale. Inoltre potremmo trarne benefici anche dal punto di vista aziendale e produttivo, data l’affinità delle attività industriali». (g.p.)

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