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Il 3 luglio la scelta inaspettata «Riacquisto la mia vita privata»
PONTEDERA. Stefano Tognarelli ha commesso i presunti reati quando era ancora assessore al turismo, al commercio e allo sviluppo economico di Pontedera e ha saputo di essere indagato quando faceva...
PONTEDERA. Stefano Tognarelli ha commesso i presunti reati quando era ancora assessore al turismo, al commercio e allo sviluppo economico di Pontedera e ha saputo di essere indagato quando faceva ancora parte dell’esecutivo. Non appena è stato informato dell’inchiesta giudiziaria che lo riguardava si è probabilmente consultato con il sindaco Simone Millozzi, il quale, oltre ad avere un rapporto di amicizia con lo stesso Tognarelli, è un avvocato. Altrettanto probabilmente è stato quest’ultimo, in questa veste, a consigliarlo di cercarsi subito un legale e a fare un passo indietro rispetto ai suoi incarichi amministrativi. Da qui, quasi sicuramente, la decisione delle dimissioni maturata nel giro di pochissime ore.
Il fulmine a ciel sereno squarciò il cielo nel pomeriggio del 3 luglio scorso. Erano da poco passate le 17 quando alla stampa arrivò la lettera in cui Tognarelli annunciava la decisione di lasciare la giunta.
«Sono stati nove anni – scrisse Tognarelli – densi di soddisfazioni e di faticosi impegni pubblici in cui credo di aver contribuito, seppur in minima parte, alle positive trasformazioni della città. Sento che oggi è giunto il momento, per vicende della vita, in cui opzioni solitamente non alternative mi obbligano a scegliere: io dunque scelgo la mia famiglia, riacquistando l'autonomia e la padronanza della propria dimensione privata, la piena libertà per proteggerla, curarla e tutelarla. Lascio senza recriminazioni, più ricco per le esperienze e le relazioni che ho incrociato e mi hanno accompagnato. Un patrimonio che sarò lieto di mettere a disposizione in un impegno politico che rimarrà, in misura meno invadente e pressante, a favore della comunità politica in cui milito. A tutti la promessa di non abbandonare la tensione civica che ha sempre accompagnato il mio agire ma anche la richiesta di un silenzioso rispetto per il periglioso viaggio della vita».
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