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Pontedera

Compagnia della Fortezza in cerca di “adozioni”

di Francesca Suggi
Compagnia della Fortezza in cerca di “adozioni”

Punzo lancia la nuova campagna a cittadini, associazioni, imprenditori e festival «Qui ci snobbano, cerchiamo supporto fuori, dove siamo un esempio mondiale»

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VOLTERRA. Un lavoro riconosciuto come esperienza pilota (poi imitata) a livello internazionale da una parte. E dall’altra il bisogno tangibile di ricevere quel sostegno alla 25ennale attività che non si riesce ad avere in loco e soprattutto alla creazione di quel Teatro Stabile che giace in un progetto fermo da anni. Ecco che prende forma la campagna “Adotta la Compagnia della Fortezza”.

«Ci rivolgeremo ai cittadini, alle associazioni, agli sponsor, agli imprenditori, ai teatri, ai teatri stabili in Italia, ai Festival nazionali ed internazionali. Il lavoro della Compagnia è ormai universalmente riconosciuto per il suo grande valore artistico, culturale e umano. Non possiamo più dipendere dalle istituzioni a livello locale che dopo 25 anni ancora non colgono tutte le potenzialità di questa esperienza unica a livello mondiale», chirurgico e diretto come sempre, il deus ex machina della Compagnia del carcere di Volterra, Armando Punzo guarda al futuro. Senza risparmiare l’analisi del presente. Un oggi in cui il gruppo di detenuti attori che è di esempio nel mondo, guadagnandosi servizi sui più importanti media planetari, compie un quarto di secolo. Come lo shakespiriano Mercuzio, neppure il direttore artistico vuol far morire l’esperienza della Compagnia. Ma serve un salto di qualità che si chiama formazione, ovvero la creazione di quel Teatro Stabile che lui chiede da anni. «Scrivendo il libro È ai vinti che va il suo amore, ci siamo resi conto della mole di tutto quel che abbiamo fatto nel tempo, cose concrete non sognate: divulgarle un patrimonio dal grande valore artistico e sociale». E va nello specifico: «Il teatro della Compagnia ha bisogno di maggior spazio fisico nel carcere di Volterra e coproduzioni che ci permettano di realizzare al meglio le nostre opere. Continueremo a sostenere il bisogno di un Teatro Stabile e l'apertura della tournée della Compagnia in Europa: per questo prepareremo una brochure da diffondere per chiedere virtualmente di adottare un posto al Teatro Stabile». Punzo lo definisce un progetto di civiltà quello di formare una cordata di realtà, dal singolo cittadino, a sponsor, imprenditori e grandi teatri che insieme chiedono di realizzare quello che ancora è un sogno.

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