Italia
«Serve più trasparenza nelle spese»
BUTI. «Nessuna traccia di politiche per affrontare i gravi problemi di questo momento, interventi e opere che certamente non assolvono le priorità per la nostra comunità e nessuna soluzione per...
BUTI. «Nessuna traccia di politiche per affrontare i gravi problemi di questo momento, interventi e opere che certamente non assolvono le priorità per la nostra comunità e nessuna soluzione per evitare di gravare in qualsiasi modo sulle tasche dei cittadini». Sono le critiche al bilancio 2013 mosse dalla lista civica “Spigai per cambiare”. Una sostanziale bocciatura delle scelte della giunta approvate nel consiglio comunale del 23 luglio. «Per far quadrare il bilancio è fin troppo facile andare ad attingere dal mutuo della caserma dei carabinieri – spiega il gruppo di opposizione in un comunicato – e dall’avanzo primario dell’anno precedente. Inoltre, la giunta non è riuscita a proporre nuove opere d’investimento anche attraverso il recepimento di risorse dai progetti della Comunità Europea o regionali». Sui proventi per il rilascio di permessi per costruire e il loro utilizzo per le spese correnti «non c’è mai la certezza della corrispondenza d’entrata, quindi riteniamo inutile e dannoso “gonfiarli” per un’esigenza di quadratura del bilancio». La lista civica chiede anche «un quadro più preciso riguardo alla spesa del personale, perché ci risulta un aggravio significativo della spesa corrente, specialmente per il servizio di “polizia locale”, quando invece il sindaco aveva detto che il nuovo comandante non doveva rappresentare un costo ulteriore per le casse comunali». Il gruppo di opposizione chiede anche maggiore trasparenza per le spese d’importo inferiore ai 40mila euro e un iter più approfondito per la riscossione dei tributi pregressi. «Spesso i cittadini ci segnalano il ricevimento di raccomandate di cartelle esattoriali non pagate quando invece lo erano. Con l’aggravante per l’utente di dover ricercare ricevute come se l’ufficio tributi non avesse una copia del bollettino pagato. Non vorremmo che la previsione venisse fatta su fatti non accertati». La polemica investe anche le modalità dell’ultimo consiglio comunale. «C’è un’impossibilità oggettiva nell’analizzare concretamente i punti presentati: da una ricerca storica effettuata nell’archivio del Comune abbiamo riscontrato che mai nella stessa seduta consiliare si è deliberato su argomenti importantissimi come la variante al regolamento urbanistico e al piano regolatore generale, che richiederebbero una discussione ed una votazione approfondita punto per punto».
Lorenzo Lazzerini
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