Il Tirreno

Pontedera

Comunità sotto choc per Catarsi

di Sabrina Chiellini
Comunità sotto choc per Catarsi

Il professore che si è ucciso sotto il treno ha lasciato un vuoto enorme. La data del funerale non è stata ancora fissata

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PONTEDERA. Un vuoto enorme.

Dolore e sconcerto oltre ad un senso di impotenza per non avere intercettato fino in fondo il dramma intimo di Enzo Catarsi, morto a 62 anni (li avrebbe compiuti il 13 agosto) l’altra mattina, travolto dal treno vicino alla galleria della stazione a La Rotta.

Una comunità sotto choc insieme ai familiari, al mondo della scuola e dell’università che piangono il professore dai modi gentili, pedagogista apprezzato. Preciso, determinato, preparato professionalmente. Lui che sapeva infondere ottimismo e dare fiducia ai suoi stretti collaboratori. Un padre legatissimo al figlio, un professore abituato a confrontarsi con i colleghi di tutto il mondo, recentemente seguiva un progetto con docenti di Barcellona. Che però stava male, che avvertiva sempre di più un vuoto incolmabile dovuto alla morte della moglie erano in molti ad averlo percepito, soprattutto negli ultimi venti giorni. Ma nessuno poteva immaginare la grandezza del suo tormento: per giorni, probabilmente, il professore ha preparato l’ultimo gesto della sua vita. Motivazioni e ragioni che il professore ha portato con sé nel suo ultimo viaggio.

L’inizio del tunnel è stata la morte della moglie, che lavorava all'ufficio postale di San Romano; si conobbero negli anni '70 da studenti, lavorando d'estate alla Stella Maris di Calambrone. Si occupavano di attività con i bambini disabili e anziani. Subito dopo laureato, per qualche anno aveva lavorato anche a Castelfranco di Sotto all'ufficio Scuola. Vinse il concorso al volo subito dopo la laurea e stette in quell'ufficio negli anni in cui apriva il primo asilo nido. Posto che lasciò per tentare la carriera accademica.Ma il legame con la moglie e la famiglia era al primo posto.

La notizia della sua morte è stata un colpo al cuore per molti.

«Tutto il personale docente e non del nostro istituto – dicono dal Gandhi di Pontedera – si stringe nel cordoglio al figlio e ai parenti di Enzo Catarsi che ci ha lasciato così tragicamente. Non c'era insegnante che non lo conoscesse, sotto l'aspetto della formazione, sempre ricca e coinvolgente, di cui tanti di noi negli anni hanno potuto beneficiare, sia per i molti libri scritti, fonti di molteplici stimoli professionali. La città, con questo lutto, perde una grande persona. La scuola tutta perde un punto di riferimento teorico-pratico di inestimabile valore», aggiunge il personale dell’istituto rivolgendo le condoglianze alla famiglia. Colleghi e amici lo ricordano attraverso tantissimi pensieri pubblicati anche sui social network.

Per la famiglia sono giorni di dolore e angoscianti dubbi.

La data del funerale non è ancora stata stabilita. Anche se i parenti hanno effettuato il riconoscimento della salma la procura non ha ancora rilasciato il nullaosta alla sepoltura.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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