Il presidio
Cambio alla presidenza della Banca di Lajatico
Dopo 40 anni l’avvocato Enrico Fabbri lascia il timone a Enzo Marconcini Ecco la nuova composizione del consiglio. «Sempre più vicini al territorio»
LAJATICO. Dopo 40 anni ininterrotti alla presidenza della Banca Popolare di Lajatico l’avvocato Enrico Fabbri ha lasciato l’incarico. Il consiglio di amministrazione, già nella riunione di maggio, ha ringraziato il presidente uscente «per l’opera prestata con solerzia, professionalità e profonde doti umane, consentendo alla banca di affermarsi come un punto di riferimento fondamentale per l’economia provinciale». Al presidente uscente è stata consegnata, come segno di saluto dopo l’importante lavoro svolto in questi anni, una scultura rappresentante l’aratro, marchio della Bp di Lajatico. Il nuovo presidente è Enzo Marconcini, industriale pontederese, che ha ricoperto la carica di vicepresidente per oltre 10 anni. Il nuovo vicepresidente è Stefano Vallini, commercialista di Pontedera. Consiglieri sono Marcello Baldacci, Carlo Battini, Alberto Bocelli, Sergio Cecchini, Antonio Fedeli, Luigi Nicola Giorgi e Fabio Morelli. Il collegio sindacale è così formato: sindaci effettivi Enzo Polidori (presidente), Luciano Bachi e Alessandro Bernardeschi. Organo di direzione: Daniele Salvadori (direttore generale), Enrico Signorini (vicedirettore generale) e Gianpiero Lari (vicedirettore generale).
«Il ruolo, anzi la vocazione, di una banca popolare è quello di tutelare i risparmi dei propri clienti e, al contempo, di riversare sul territorio i benefici derivanti dalla raccolta (pura e semplice) in forma di mutui, finanziamenti, aperture creditizie e concrete iniziative di impegno sociale – spiega il nuovo presidente Marconcini –. Un dato soltanto: in piena recessione economica, per tutti e anche per noi, lo scorso anno gli impieghi della nostra banca sono cresciuti del 4,6 per cento. Questi risultati non mi sorprendono: all'interno dell'istituto ho trovato valori, capitale umano e capacità professionali assolutamente all'altezza delle difficili sfide che ci troviamo di fronte oggi e nei prossimi anni. È quanto ci permette di differenziare e qualificare la nostra azione, guadagnandoci la preferenza della clientela: mentre i "giganti" del credito si preoccupano di come aumentare i loro profitti, noi reputiamo come bene più prezioso la relazione personale e fiduciaria con il cliente». (s.c.)
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