Il Tirreno

Pontedera

Multa al carro funebre col morto

di Sabrina Chiellini
Multa al carro funebre col morto

Protesta il titolare di un’impresa entrato nella ztl per trasportare il defunto in chiesa

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CASCINA. Neppure il carro funebre che trasporta un morto nella pieve davanti alla Misercordia ha la “licenza” per varcare le telecamere della ztl. Se entra nella zona a traffico limitato la multa è assicurata. E non ci sono santi per chiedere di annullarla. L’unica strada per spiegare le proprie ragioni diventa quella del ricorso pur sapendo che la polizia municipale farà ostruzionismo. A raccontare un singolare episodio è il titolare dell’azienda funebre Biasci. «Ho ricevuto una multa da 93 euro – spiega Valerio Biasci – per aver transitato nella zona a traffico limitato a Cascina senza l’autorizzazione. Dopo l’arrabbiatura iniziale ho cercato di capire cosa era successo. La sanzione è del 6 maggio alle 15,49. Quel pomeriggio, passando da via Garibaldi, sono andato con il carro funebre in piazza della chiesa. Quel giorno la Pubblica Assistenza di Pisa mi aveva commissionato un servizio a noleggio. Così abbiamo portato un defunto a Cascina per il funerale. Sono passato dai varchi elettronici senza neppure farci caso. E proprio su questo aspetto “puntano” gli amministratori di Cascina per incrementare le entrate. A Pisa e anche in altri comuni se il carro funebre trasporta un morto in chiesa e passa dalla Ztl fanno in modo che non sia multato. A Cascina non è così. E il dirigente della polizia municipale, al quale mi sono rivolto per chiedere spiegazioni – racconta ancora Biasci – non è stato molto disponibile a sentire le mie ragioni. Ad un certo punto ha pure interrotto la telefonata. È anche per questo atteggiamento di chiusura che ho deciso di rendere pubblica la vicenda». Il titolare dell’impresa funebre ha poi chiesto di parlare con un assessore comunale che gli ha letto il regolamento e gli ha confermato che non ha chance. Insomma deve pagare la sanzione. La multa al carro funebre con il morto va a sommarsi a quelle inviate ai residenti che non avevano rinnovato i permessi e non sapevano che i varchi elettronici erano stati accesi. C’è chi ha ricevuto un pacco di notifiche e si è rivolto al giudice di pace. Chi è andato a protestare e chi, invece, ha pagato silenziosamente pur non condividendo la gestione con cui è stata deciso il controllo dei passaggio all’interno della zona blu, vietata alle auto, nel centro storico della cittadina del mobile. È vero che i cartelli stradali ci sono e dettano legge. Ma se in tanti sono rimasti sorpresi forse qualcosa poteva essere rivisto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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