Il presidio
Una rassegna erotica per valorizzare gli edifici storici
Pienone a Palazzo Viti con lo show “Le Dissolute Assolte” Il proprietario: i monumenti sono vivi, servono iniziative così
VOLTERRA. Nel “bordello di lusso” di Palazzo Viti tra divani broccati, letti monumentali e soffitti affrescati. Il teatro riscrive gli ambienti e li trasforma, per una notte, in cornici peccaminose che catalizzano decine di turisti e curiosi. Un pubblico che riscopre e apprezza gli angoli normalmente inavvicinabili del nobiliare Palazzo Viti grazie a 8 donne Dissolute, ma Assolte, perché innocenti: unico colpevole Don Giovanni. Lo spettacolo messo in scena all’interno del festival internazionale Teatro Romano diventa una specie di numero zero di un’idea che potrebbe prendere forma. Quella di una rassegna erotica negli edifici storici della città, sulla scia dei gettonati itinerari erotici nella Venezia del Casanova.
«I palazzi storici e i monumenti non possono più essere trattati come musei, le classiche visite non bastano più per valorizzare i luoghi, servono iniziative che diano vita a queste mura, per farle conoscere, salvaguardarle e anche per mantenerle», dice la sua il proprietario della location, Umberto Viti, entusiasta dello spettacolo. «Basta guardare cosa fanno all’estero, anche solo a Venezia». Davanti alla proposta di organizzare una rassegna del vedo-non vedo nei palazzo storici, con spettacoli classici che ripropongono il tema dell’eros , non esita: «Sono favorevole, la volgarità è altro, è la pornografia, è far morire questo patrimonio: l’eros esalta il gusto del bello». L’idea di una rassegna hot è di Simone Migliorini, direttore del festival e mente del flash-mob tra il sacro e profano Baccanalia, organizzato per valorizzare il Teatro Romano. «I monumenti si possono valorizzare in tanti modi e uno è anche questo – prosegue Elena Sorge funzionario di zona della Sovrintendenza –. Il mio compito, in questo caso, è autorizzare l’uso del Teatro per manifestazioni che non danneggino la struttura, per questo non ho esitato a dire sì al Baccanale». Chiude: «Non ho niente in contrario a questo tipo di eventi».
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