Il Tirreno

Pontedera

compleanno-spettacolo di Albertazzi

I miei 90 anni a Volterra per il Teatro Romano

I miei 90 anni a Volterra per il Teatro Romano

VOLTERRA. Novanta candeline. Viene a spegnerle proprio a Volterra per sposare due cause: quella del Teatro Romano da una parte e per rendere omaggio al legame tra il Colle e il vate-eroe Gabriele D’A...

2 MINUTI DI LETTURA





VOLTERRA. Novanta candeline. Viene a spegnerle proprio a Volterra per sposare due cause: quella del Teatro Romano da una parte e per rendere omaggio al legame tra il Colle e il vate-eroe Gabriele D’Annunzio a 150 dalla sua nascita dall’altra. Lui è il grande mostro sacro del teatro italiano, Giorgio Albertazzi, che ben conosce Volterra grazie al festival internazionale Teatro Romano che lo ospita anche quest’anno. Il maestro questa sera sarà sul palco del Persio Flacco con lo spettacolo "Io ho quel che ho donato" del poeta-vate, in scena alle 21,30 (ha il patrocinio della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani). Albertazzi ha un feeling particolare con Volterra e cordiale amicizia con il fondatore e direttore artistico del festival, Simone Domenico Migliorini, e si tratterrà in loco anche in occasione della cerimonia di consegna dei premi "Ombra della Sera", che si svolgerà sempre al teatro Persio Flacco domani alle 16,30. La sua performance in città sarà una vera festa per il suo compleanno, ma anche per il Teatro, nel senso più alto e nobile del termine. In una lettera così, Albertazzi, aveva scritto: "Volterra! A ripensarci!! Si sale su una rocca, a un'antica città fortezza. E tutto sa di festa (in attesa o appena terminata) dentro le strade pietrose. Volterra è selvaggia e forte, è selvaggia, aspra, pura. Il carcere lassù e il teatrino quaggiù tutto un colore pastello. Ripenso alla scuola per attori, l'elettricità del fare teatro. Fare? Sì, come l'amore! Si fa. Volterra e D'Annunzio, che ci lascia un chiodo, anzi un chiodone, in quell'albergo sulla piazza. Ci hanno messo una lapide a ricordo del Vate e del suo debito. Vorrei parlarvi di D'Annunzio. Vai! Facciamo. Alcuni dei miei giovani allievi di allora hanno fondato una compagnia, fanno teatro. Evviva ragazzi ci si rivede sul luogo del delitto. Che mi dite di Gabriele? Del "Figlio del vento" che inventò il "velivolo" e la "Repubblica" (che non si fece), che ridicolizzò un Impero, futurista e poeta soldato».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web