Il Tirreno

Pontedera

«Gabbanini ha paura? Anche noi, del suo eventuale bis»

di Giacomo Pelfer
«Gabbanini ha paura? Anche noi, del suo eventuale bis»

Processo ai 4 anni di amministrazione alla Festa Comunista da parte di Sel e Rifondazione. «Vanno avanti per spot»

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SAN MINIATO. «Una sfida. Rivolta, però, non alle forze alternative della sinistra ma al fronte del dissenso interno al Pd». Questo il giudizio uscito mercoledì, dalle Festa Comunista de La Catena, rispetto alle dichiarazioni di pochi giorni fa del sindaco Vittorio Gabbanini, che a Il Tirreno aveva annunciato a chiare lettere l’intenzione di ricandidarsi, dicendosi pronto anche ad un’eventuale passaggio attraverso le primarie. Parole che hanno scaldato il clima, contribuendo ancora di più ad accentrare su Gabbanini i punti di un confronto sul quale si gioca la possibilità di un’alleanza fra Pd e Sel. Mercoledì, non a caso, su invito di Fabio Corsi di Rifondazione, si sono riunite le forze di sinistra che non si riconoscono nell’attuale amministrazione, a cominciare proprio da Laura Cavallini di Sel: «Il sindaco è intervenuto solo per dire che non ha paura – ha detto la consigliera – evidentemente perché qualche timore ce l’ha. Noi, del resto, siamo molto spaventati dalla possibilità di altri cinque anni di amministrazione con l’attuale sindaco».

Da qui l’excursus delle tante critiche rivolte alla giunta. «Dalle questioni urbanistiche a quelle ambientali – ha detto Fabio Corsi –, basti ricordare la vicenda del fotovoltaico o la perdita del presidio Arpat, passando per il Tubone e il project financing che l’amministrazione non ha mai disconosciuto, senza dimenticare il contratto di servizio imposto da Geofor che ci ha portato ad avere le bollette sui rifiuti più care di tutto il comprensorio. Per tutte queste ragioni abbiamo voluto aprire un confronto alla luce del sole, per costruire una vera alternativa lontana dai tatticismi politici».

Laura Cavallini, invece, ha spiegato le ragioni che in quattro anni hanno portato Sel, su tanti temi, a posizioni molto critiche verso la giunta, a differenza delle linea tenuta in altri Comuni. «Se spesso abbiamo votato contro, ad esempio sul bilancio, non è perché siamo all’opposizione, ma perché questa giunta non ha mai preso in considerazione nessuna delle nostre proposte, ad esempio sull’Imu o sul porta a porta, adottando quelle misure introdotte invece dai Comuni vicini. Una giunta che va avanti per spot, come i 30mila euro spesi per l’area fitness al semaforo don Ruggini, nel punto meno indicato per fare sport, ma il più strategico per far vedere ai cittadini quanto è brava questa amministrazione». «Una giunta che non ha rispettato nessuna delle promesse – ha aggiunto Alessandro Niccoli del movimento “Cambiare si può” – soprattutto sul centro storico, con un turismo ormai ridotto ai minimi termini. Un Comune che continua a pagare 80mila euro ogni sei mesi per il project financing con il Consorzio Etruria». Presente alla serata anche Luca Scarselli dell’Unione Inquilini, che ha puntato il dito sui «silenzi della giunta sanminiatese. Ad esempio – ha spiegato – sulla questione delle cave: ancora non sappiamo se il Comune ricorrerà al Consiglio di Stato dopo la sentenza del Tar, e lo stesso vale per i 18 alloggi popolari cancellati a Corazzano».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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