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Sulle candidature non c’è nessuna fretta
Parla il segretario Pd Baldacci dopo l’annuncio a Il Tirreno del sindaco che vuol correre per il bis
SAN MINIATO. Nessuna fretta sulle candidature a sindaco di San Miniato. Dopo l’intervista al nostro giorno in cui l’attuale primo cittadino Vittorio Gabbanini ha annunciato la volontà di ricandidarsi, anche attraverso eventuali primarie, dal Pd di San Miniato dicono che il percorso per definire scelte politiche e programmatiche e indicazioni di candidatura verrà stabilito nel mese di settembre, con una discussione aperta che coinvolgerà l'assemblea comunale e tutte le strutture del partito».
«In quella sede – afferma il segretario del Pd sanminiatese Massimo Baldacci – si partirà da una valutazione attenta del bilancio dell'attuale mandato amministrativo, dei suoi punti di forza e di criticità, delle innovazioni che è necessario produrre nel prossimo quinquennio. L'intenzione dichiarata dal sindaco Gabbanini di ripresentarsi e la sua disponibilità anche a passare attraverso elezioni primarie sarà certamente uno dei punti di partenza della discussione, ma se si manifesteranno opzioni diverse, saranno attentamente discusse e valutate, con l'intenzione di arrivare a una soluzione il più possibile unitaria e inclusiva, senza escludere l'utilizzazione di nessuno degli strumenti di partecipazione democratica previsti dallo statuto. Non possiamo però accettare posizioni generiche e liquidatorie su questo mandato amministrativo e sull'insieme dell'esperienza di governo della sinistra e del centrosinistra nel comune di San Miniato con cui esso si pone in continuità, come quelle del dibattito alla Festa Comunista de La Catena».
Per quanto riguarda Rifondazione Comunista, il Pd dice che rappresenta «una divergenza politica insormontabile il tentativo di promuovere una agitazione generica contro il progetto Tubone, accomunandolo tra l'altro a vicende, come quelle della Tav, su cui si possono avere le opinioni più varie, ma che non c'entrano nulla, e mostrando disinteresse per l'avvenire del settore conciario calzaturiero della nostra zone, che è uno dei comparti manifatturieri più significativi della Toscana e continua a rappresentare un fondamentale presidio occupazionale per il nostro territorio. Allo stesso modo, è chiaro che non potremo correre insieme a chi considera come una macchinazione centralistica e antidemocratica l'Unione dei Comuni del Valdarno Inferiore, che è per noi scelta strategica fondamentale per recuperare una visione unitaria dello sviluppo del territorio e per acquisire un peso politico e istituzionale adeguato in scelte fondamentali che sono, quasi sempre, di livello superiore a quello locale».
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