Il presidio
Novino: «Così com’è l’Arpat è solo uno spreco di soldi»
CASTELFRANCO DISOTTO. «L’Arpat di San Romano, così com’è, è solo uno spreco di denaro. Tanto vale farne a meno». La provocazione arriva da Giuseppe Novino, ex assessore della giunta montopolese e...
CASTELFRANCO DISOTTO. «L’Arpat di San Romano, così com’è, è solo uno spreco di denaro. Tanto vale farne a meno». La provocazione arriva da Giuseppe Novino, ex assessore della giunta montopolese e responsabile provinciale ambiente di Rifondazione, che dal palco della Festa Comunista de La Catene riaccende la polemica sulla lunga battaglia per il centro Arpat di San Romano.
«Un presidio che è stato smantellato», ha detto Novino nel dibattito di lunedì, ricordando il percorso di riorganizzazione del servizio, che in base alla nuova legge regionale ha inserito l’attività di telerilevamento svolta a San Romano (cioè il controllo delle emissioni) fra le “attività non obbligatorie”, ridisegnando ruoli e competenze a vantaggio di altri centri Arpat al di fuori del Valdarno. Nonostante le proteste e i dubbi di alcuni Comuni, l’accordo raggiunto nel 2011 aveva comunque fissato il mantenimento del presidio con la partecipazione economica della Regione (80mila euro l’anno), in aggiunta ai 30mila che sarebbero dovuti arrivare dai Comuni e 90mila dalle aziende collegate al servizio. Poi tutto si era fermato per il ritardo dei Comuni nel versamento delle risorse richieste, con tanto di polemica incrociata fra l’assessore regionale all’ambiente Anna Rita Bramerini e il sindaco di Montopoli Alessandra Vivaldi.
Problema che adesso pare essersi sbloccato, con la firma di un nuovo protocollo che sarebbe alle porte. Un accordo rivisto e aggiornato, con l’introduzione di un apposito disciplinare che regolerà lo svolgimento delle attività, e l’adesione volontaria al servizio da una parte di un decina di aziende di zona. «Quello di San Romano era un presidio Arpat ad hoc – ha commentato Novino –. Adesso è quasi uno sportello, perché non fa più quelle attività per cui era nato. Le stesse funzioni possono essere svolte da qualunque altro centro Arpat. Se deve essere così allora è giusto che i Comuni non ci mettano risorse, perché in questo momento è soltanto uno spreco». (g.p.)
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