Il presidio
La necessità d’affiancare le famiglie fragili
SAN MINIATO. «La vicenda del ragazzino di sedici anni che si è reso protagonista, insieme ad altri minorenni, di azioni di bullismo e prevaricazione che hanno configurato anche dei reati con...
SAN MINIATO. «La vicenda del ragazzino di sedici anni che si è reso protagonista, insieme ad altri minorenni, di azioni di bullismo e prevaricazione che hanno configurato anche dei reati con rilevanza penale è già all'attenzione, oltre che della magistratura minorile e delle forze dell'ordine, anche dei servizi sociali – ha commentato Andrea Mirri, responsabile dell'area Minori della Società della Salute Valdarno Inferiore –. Questo è un primo elemento che consente di poter affermare che nella zona del Valdarno Inferiore esiste una stretta collaborazione tra le istituzioni per fra fronte a tali fenomeni». Anche realtà di provincia sono sempre più interessate da episodi di bullismo e prevaricazione tra adolescenti. Spesso il primo “approccio” con le vittime avviene a scuola anche se non sempre insegnanti e genitori intuiscono in tempo la situazione e i rischi legati a comportamenti violenti.
In particolare, l’Asl 11 segnala come dal 2008 sia stato siglato un accordo di collaborazione fra i Comuni e gli istituti comprensivi scolastici finalizzato proprio a prevenire e contrastare fenomeni come quelli che la cronaca ci propone.
«È evidente che questi fatti dimostrano come sia necessaria la presenza di istituzioni pubbliche forti e ben organizzate (la scuola e gli enti locali con i propri servizi in primis, le forze dell'ordine) che possano affiancare le famiglie, specialmente quelle più fragili, nel loro compito educativo – continua Mirri –. È soprattutto in questo tipo di famiglie, nelle quali c'è una storia di sofferenza, talvolta di violenza, di povertà educativa e culturale, che maturano i percorsi di devianza minorile. La logica di intervento che dovrebbe prevalere è quella, quindi, preventiva, che sappia muoversi da proposte educative rivolte a tutta la comunità a più specifici percorsi di sostegno e responsabilizzazione rivolti a soggetti a rischio».
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