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La gioia di cantare accanto al Papa e per i giovani
PONTEDERA. L'emozione di percepire se stessi come parte di un unico, lunghissimo abbraccio. Essere lì, nel luogo che la semplicità carismatica di un pontefice luminosamente controcorrente trasforma...
PONTEDERA. L'emozione di percepire se stessi come parte di un unico, lunghissimo abbraccio. Essere lì, nel luogo che la semplicità carismatica di un pontefice luminosamente controcorrente trasforma in un attimo «nel simbolo stesso della fratellanza». I “Blu Confine” non hanno dubbi: «Il nostro gruppo esiste da tanti anni, e di esperienze belle ne sono capitate, ma le ore passate a Rio de Janeiro, vicino a papa Francesco, per la Giornata Mondiale della Gioventù, rappresentano il momento più alto di questo percorso». Sono appena tornati dal Brasile i ragazzi della band guidata da Andrea Lucchesi, sassofonista e compositore di Ponsacco, paese che da sempre ospita questa formazione, una delle migliori d'Italia nel campo del “pop-rock d'ispirazione cristiana”. Ad invitarli ci hanno pensato gli organizzatori della Gmg 2013, dopo aver ascoltato un loro cd. Loro non ci hanno pensato due volte a partire: hanno fatto gli zaini, caricato le basi coi loro pezzi e via, verso l'appuntamento col Santo Padre. «Bellissimo seguire il cammino di papa Francesco tra la sua gente, l'umiltà di ogni suo gesto, la disponibilità che ha a rendersi vicino, tangibile», racconta Genny Turchi, pontederese, una delle voci dei “Blu Confine”. «Come poteva, scendeva dalla sua auto bianca per avvicinarsi a quel mare di persone e sfiorare mani, distribuire carezze, regalare sorrisi, ascoltare parole». Copacabana è stato il fulcro di quel rito collettivo, ma i ragazzi del gruppo hanno deciso di spingersi verso i confini della città, nella sua tentacolare periferia, «per incontrare anche chi era rimasto in disparte», spiega Genny. «Abbiamo preso tanti autobus e fatto tanti chilometri. Alla sera, tornavamo a casa, dalle famiglie che ci hanno dato ospitalità. Persone splendide, splendido il loro calore. Un'esperienza unica, davvero. A nome del gruppo, ci tengo a ringraziare monsignor Fausto Tardelli, vescovo della diocesi di San Miniato, che ci ha dato il suo appoggio, facendoci sentire ambasciatori della nostra comunità». (a.l.)
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