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Istruttore senza requisiti annullate 150 abilitazioni
Invalidati i corsi per ottenere la carta di qualificazione del conducente Decine gli autisti, anche del Ctt, costretti a dover ripetere le 35 ore di lezione
PONTEDERA. Studiare per niente. Passare decine di ore sui banchi e poi sentirsi dire che gli sforzi fatti fino a quel momento non sono serviti a nulla. Spazzati via insieme ai soldi buttati e con la prospettiva di un nuovo corso da affrontare perché quello appena seguito non era valido.
Succede a oltre 150 autisti di pullman o padroncini. Di questi, oltre la metà è impiegata al Ctt Nord (Consorzio trasporti toscano), sede legale a Pisa e direzioni sparse tra Livorno, Prato e Lucca. Gli altri sono privati. Tutti accomunati dalla stessa identica sventura: aver partecipato alle lezioni per il rinnovo della carta di qualificazione del conducente con un istruttore privo dei requisiti per impartire le nozioni ai corsisti. Una lacuna più che sufficiente per invalidare le 35 ore di studio previste dalla legge prima di rimettere in strada gli autisti aggiornati. Senza quella carta, aggiuntiva alla patente, non si può stare al volante di un pullman, di uno scuolabus, ma neanche alla guida di mezzi che portano merci o di quei mini-bus per pochi passeggeri. Insomma, un disastro.
L’indagine. La scoperta dei corsi senza valore è stata fatta dalla polizia stradale. Gli agenti della sezione di polizia giudiziaria si sono presentati nell’autoscuola dove si tenevano le lezioni e hanno chiesto i documenti sull’organizzazione del corso, autorizzato dal ministero dei Trasporti. Quando sono andati a verificare il curriculum dell’istruttore si sono imbattuti nella violazione che ha fatto saltare i corsi. Tra i requisiti di anzianità previsti per l'attività di docente servono almeno tre anni di insegnamento negli ultimi cinque. L’istruttore in questione aveva autocertificato di essere in regola, ma la polstrada ha scoperto che non aveva raggiunto i tre anni di docenza. Gli mancava qualche mese. Ma tanto è bastato per incorrere nei rigori della legge. Tradotto: le sue lezioni non sono valide. E chi aveva superato i corsi ha sprecato tempo e soldi.
I richiami. È stata la Motorizzazione Civile a informare i destinatari che credevano di aver ottenuto l’abilitazione che le cose stavano in modo diverso.
«Purtroppo l’assenza del requisito da parte dell’istruttore ha portato a invalidare il tutto – spiega il direttore della Motorizzazione Civile, ingegner Umberto Farina –. Stiamo cercando di velocizzare la situazione per consentire agli autisti di preparsi con nuovi corsi. A fine mese scadono alcune decine di posizioni. Non tutte, ma tante sì. Da parte nostra c’è il massimo impegno a venire incontro ai lavoratori e all’azienda Ctt cercando di dare tutti i consigli possibili. Ma la realtà è che questa abilitazione va conseguita entro la scadenza di legge».
I costi. Per gli autisti del Ctt il costo dei corsi è a carico dell’azienda. Si va dai 200 ai 250 euro. Sono circa 1.200 i conducenti sparsi in mezza Toscana. Per i circa 80 protagonisti del corso a vuoto sarà ancora la società a saldare i conti. Qualche privato, piccoli padroncini, si sono già organizzati rivolgendosi a scuole guida per rifare la trafila delle 35 ore.
Le responsabilità. Potrebbe non avere profili solo amministrativi, la vicenda dell’istruttore che ha autocertificato un periodo di docenza che non aveva. Al di là del danno arrecato ai corsisti, sia Ctt che privati, che hanno versato le quote per poi vedersi annullare l’abilitazione, la polizia stradale sta valutando anche il risvolto penale della storia. Un ’autocertificazione non veritiera comporta il rischio di un’eventuale denuncia per falso. Ma prima di venire a capo di contestazioni e responsabilità, l’unica certezza è che gli autisti gabbati dovranno tornare tra i banchi se vorranno continuare a lavorare.
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