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Pontedera

Unione, gli strappi che dividono

Unione, gli strappi che dividono

Il sindaco Parrella replica a Millozzi: «Verificheremo l’utilità o meno di permanere nell’ente»

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PONTEDERA. I quattro passi indietro di Santa Maria a Monte dall’Unione dei Comuni della Valdera, definiti col recesso dai servizi di polizia locale, sportello unico alle attività produttive, gare e contratti e Tavolo della pace, rinfocolano il dibattito sul futuro dell’ente. Il tutto sulla scia del botta e risposta tra il presidente dell’Unione Simone Millozzi e il sindaco della Città della patata tosca Ilaria Parrella.

Millozzi parla di «scelta anacronistica». E chiede alla collega «di sciogliere le ambiguità di fondo, evidenziando con più nettezza le linee politiche della sua maggioranza». Linee di cui Parrella non ha fatto mistero, neppure in campagna elettorale. «Una volontà che abbiamo manifestato in varie occasioni – afferma il sindaco di Santa Maria a Monte –. Nessuna sorpresa, dunque, visto che con la struttura tecnica dell’Unione sono stati addirittura concordati i tempi per le uscite, soprattutto per la polizia locale, per evitare disservizi ai cittadini, allungando i termini di permanenza del nostro comune fino al 31 dicembre. La decisione maturata nel consiglio comunale del 22 luglio scorso, quindi, è frutto di una scelta più volte prospettata, oltre che attenta e ragionata».

Eppure, il presidente Millozzi trova «pretestuoso e sinceramente poco rispettoso di tutti gli altri Comuni presenti mettere pubblicamente sotto esame questa Unione». «Ci siamo limitati a rendere conto ai nostri cittadini di come spendiamo i loro soldi», ribatte Parrella. Che aggiunge: «Il nostro Comune trasferisce all’Unione 1.145.539,76 euro, che al netto dei vari trasferimenti tecnici necessari per i vari servizi si traducono in circa 500mila euro per Santa Maria a Monte. Una somma importante che pochi altri Comuni versano all’Unione. Tali cifre ci obbligano a una revisione seria di tutti i servizi e in particolare quello del socio educativo comprensivo anche delle spese generali».

La giunta Parrella si è data un periodo di osservazione. «Se l’Unione è un esempio di efficienza e di economie di scala come ci viene presentata e di questo, al momento, non abbiamo elementi per dire il contrario, non capiamo l’invito di Millozzi a uscire immediatamente senza permetterci di fare le nostre valutazioni. Forse ci si dimentica che Santa Maria a Monte è un comune di 13mila abitanti (il terzo della Valdera) che non ha l’obbligo di associarsi come hanno invece i comuni di 5mila abitanti e che le spese generali e della principale funzione vengono ripartite per numero di abitanti».

La linea è tracciata. «Verificheremo l’utilità di permanere o meno nell’Unione fino al prossimo giugno e confidiamo nella collaborazione della struttura dell’ente e dei vari Comuni appartenenti senza che ci sia nei nostri confronti un pregiudizio, che fino ad oggi non avevamo percepito».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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