Le telecamere inchiodano la banda della lavanderia self
Sono due: uno resta fuori a fare il palo mentre l’altro agisce Con una schedina rubano soldi e gettoni che poi rivendono
PONTEDERA. Uno resta fuori a fare il palo. L’altro, in canottiera, pantaloncini e ciabatte, entra e agisce con una sorta di schedina che inserisce nella cassa e fa razzia di soldi e gettoni. Da oltre un mese i conti non tornano alla lavanderia self service di via Mazzini: adesso le stranezze hanno un volto.
La telecamera nel locale, infatti, inchioda i movimenti di due uomini, biondi e chiari di carnagione. Una banda che probabilmente ha agito, oppure sta agendo allo stesso modo, in altre lavanderie self.
«Il danno economico è elevato, dal momento che ogni gettone vale 4 euro e sotto i cento gettoni in cassa non ci eravamo mai arrivati», racconta una delle due socie, Francesca Chiapponi.
Lei è di Ponsacco, da un anno è mezzo ha inaugurato il negozio con la sorella, che sta aperto dalle 6,30 del mattino alla mezzanotte. Quasi un h 24 dove loro presidiano, generalmente, la mattina.
«Praticamente ci stavamo accorgendo che i resti in cassa, generalmente da un euro, perché la gente mette di solito 5 euro, e i gettoni disponibili non tornavano, poi l’altro giorno la macchinetta va in allarme perché era scesa troppo sotto la soglia, e alla lavanderia si blocca tutto», continua. Da lì la decisione di guardare la telecamera, in cerca di movimenti sospetti. Trovati. L’ultimo intorno alle 12,30 di domenica: l’occhio elettronico inchioda lo schema dei due malviventi. Uno fuori e uno dentro.
«Si vede che quello dentro tira fuori una sorta di schedina dal portafoglio, la mette davanti alla macchinetta, che forse “legge” quella roba come una banconota da 5 euro, visto che cominciano a scendere soldi e gettoni – Chiapponi dice quel che vede, come ha fatto l’altro giorno anche alle forze dell’ordine –. L’uomo ha ripetuto il movimento diverse volte, per accumulare soldi e gettoni». I carabinieri sono a conoscenza dell’accaduto. Forse la banda, in un secondo momento, rivende i gettoni rubati per far soldi. Ognuno vale 4 euro.
A Chiapponi tornano in mente anche alcuni episodi accaduti nei giorni scorsi, di gente che cercava di restituire loro i gettoni, per avere i soldi indietro.
«Soprattutto una persona è venuta più volte dicendo di aver gettoni avanzati dal lavaggio e li voleva scambiare con i soldi, una volta lo abbiamo fatto, la seconda no: magari erano i nostri gettoni rubati».
Il pensiero è che dietro ci sia una banda organizzata, in possesso di questi strani marchingegni formato schedina, che fanno razzia di gettoni e soldi nelle lavanderie self-service.
«Dalla telecamera si vede bene la scena e anche i protagonisti si distinguono: sono chiari di pelle, capelli corti, vestiti con canottiera, pantaloncini e ciabatte», aggiunge la giovane imprenditrice ponsacchina.
All’interno del locale ci sono tre lavatrici da sette chili, una da dodici chili e tre asciugatrici.
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