Concia, voto a settembre per il nuovo contratto
Santa Croce sull’Arno, i sindacati: «Un accordo “pulito”, senza contropartite» Tra le novità la possibilità di una contrattazione di filiera e di reti d’impresa
SANTA CROCE SULL’ARNO. Un aumento salariale in tre tranche, maggiori tutele per paternità e malattia, nuove forme di contrattazione locale, e la possibilità di anticipo del Tfr anche per i ricongiungimenti familiari. È un rinnovo che guarda ai diritti, alla famiglia, al futuro di un territorio oltre la crisi quello siglato giovedì per il contratto dei lavoratori conciari, che a settembre sarà sottoposto alla validazione finale nelle assemblee dei lavoratori. Un giudizio positivo quello espresso in forma congiunta dai sindacati Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil, che parlano di «un accordo “pulito”, senza contropartite, che garantisce il potere d’acquisto e i diritti dei lavoratori, definendo anche strumenti per uno sviluppo qualificato del settore».
«Un rinnovo dal “rito abbreviato”, concluso più di tre mesi prima della scadenza fissata al 31 ottobre – dicono Domenico Contino e Stefano Benvenuti della Cgil insieme a Luca Calastri della Cisl –. Un risultato ottenuto grazie alla chiarezza degli obiettivi che le segreterie nazionali e la delegazione trattante hanno saputo darsi fin dall’inizio». La nuova ipotesi di contratto, che coinvolge circa 30mila addetti nel comprensorio, sarà operativa dall’1 novembre fino al 31 ottobre 2016. Al primo punto c’è un aumento salariale di 115 euro nell’arco del triennio, da versare in tre tranche con decorrenza all’1 novembre 2013, 2014 e 2015, mentre per i terzisti la seconda e terza scadenza sono fissate all’1 gennaio del 2015 e del 2016.
«In pratica – dice Contino –, il montante salariale raggiunge i 3.003 euro (2.775 per i terzisti), ben superiore ai 2.382 del precedente rinnovo». Sul terreno dei diritti vengono migliorate le norme a tutela di maternità e paternità, con 3 mesi aggiuntivi di conservazione del posto per malattie di una certa gravità. L’anticipo del Tfr, finora ristretto a spese mediche e acquisto della prima casa, viene esteso anche ad altre possibilità, tra cui le spese per i ricongiungimenti familiari, in funzione soprattutto dell’alto numero di stranieri impiegati nel comparto. Viene introdotta, inoltre, l’inscindibilità fra contratto nazionale e contrattazione locale, per evitare che singoli imprenditori, non iscritti ad alcuna organizzazione datoriale, eludano l’erogazione dell’integrativo di zona previsto negli accordi territoriali. La previdenza integrativa, tuttavia, potrà essere introdotta per la prima volta anche attraverso gli accordi di secondo livello. Il contratto, infine, amplia le possibilità stesse di contrattazione, aggiungendo a quella aziendale e territoriale anche una contrattazione di filiera e di reti d’impresa, in un’ottica di rafforzamento verso la sostenibilità e la qualità dei prodotti, indicando interventi a tutela del Made in Italy, dell’istruzione tecnica e del Codice di condotta e di responsabilità sociale.
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