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Pontedera

L’opposizione tuona «Anche la mazzata della Tares»

MONTOPOLI VALDARNO. «Un bilancio piatto, come il classico compitino di sufficienza, corretto dal punto di vista dei numeri ma incapace di mettere in campo idee innovative». Parola di Massimo Tesi,...

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MONTOPOLI VALDARNO. «Un bilancio piatto, come il classico compitino di sufficienza, corretto dal punto di vista dei numeri ma incapace di mettere in campo idee innovative».

Parola di Massimo Tesi, capogruppo di Montopoli Futura, che definisce così il bilancio di previsione 2013, spiegando, insieme a Marco Terreni del Pdl e a Luca Pistolesi del movimento Cinque Stelle, le ragioni del voto contrario in consiglio comunale. «A fronte di un’oggettiva difficoltà – dicono – a stilare un bilancio preventivo di fronte ai tagli dello Stato, al rinvio dell’Imu e all’introduzione della Tares, l’amministrazione ha dimostrato una mancanza di “fantasia” nel dare segnali per il futuro ai cittadini». Sotto accusa in particolare le rate della Tares, con la prima scadenza al 30 luglio. «Si costringe a pagare senza conoscere l’intero ammontare dell’imposta – dice Tesi – e mi chiedo se tutto questo sia legale. Che fretta c’era di fissare la prima rata al 30 luglio? Si prevede, inoltre, un versamento in più rate senza possibilità di pagare tutto in un’unica soluzione. Contestiamo, quindi, la lettera che il Comune ha inviato in questi giorni a tutti i cittadini sotto forma di “avviso bonario”, come se avessero commesso un’inadempienza». Un’imposta, sottolinea Tesi scorrendo le aliquote per le utenze non domestiche, che «rischia di mettere in grossa difficoltà le attività produttive, con un aumento in alcuni casi anche del 300 o 400%. Con la Tares, in pratica, le vecchie inadempienze e gli errori commessi dal Comune nel campo dei rifiuti si riverseranno tutti sulle spalle dei cittadini. Basti pensare all’isola ecologica, passata in gestione da Geofor al Comune con un taglio nell’orario di apertura da 34 a 24 ore settimanali». Sul banco degli imputati anche i tagli lineari nei vari settori, ad eccezione di scuola e sociale. «Sono state azzerate le manutenzioni ordinarie – prosegue Tesi – tagliando anche quegli eventi che magari portavano effetti positivi. Nessuno vuol mettere in discussione la salvaguardia del sociale, ma è mancata una revisione dei costi e dei benefici in ogni settore, senza rivedere assolutamente i rapporti tra il Comune e i vari “carrozzoni” di cui è compartecipe, come il Consorzio di Bonifica, la Società della Salute o la nascente Unione dei Comuni». (g.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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