Il Tirreno

Pontedera

il cordoglio

Provincia in lutto per la morte di Riccardo Del Gratta

Provincia in lutto per la morte di Riccardo Del Gratta

CASCINA. L'ultimo saluto nella chiesa di San Casciano. Con i suoi ragazzi. Quelli a cui faceva preparazione spirituale da sempre. Col tempo cambiavano le facce, i sorrisi, le domande sulla vita dei...

2 MINUTI DI LETTURA





CASCINA. L'ultimo saluto nella chiesa di San Casciano. Con i suoi ragazzi. Quelli a cui faceva preparazione spirituale da sempre. Col tempo cambiavano le facce, i sorrisi, le domande sulla vita dei giovani, ma lui, Riccardo Del Gratta, c'era sempre. Un perno per la parrocchia e un pilastro nel suo lavoro, quello di ingegnere civile e ambientale in Provincia, a Pisa.

Fino all'altro giorno, quando il male che da anni stava provando a combattere e il trapianto di fegato non andato a buon fine, hanno la meglio e se lo portano via all'età di 47 anni, strappandolo all'amore della moglie, l'architetto Monica De Ranieri, molto conosciuta nel Cascinese, e ai due bambini della coppia.

«Quando Riccardo ha cominciato nel 2000 era nel mio ufficio, quello che si occupa degli espropri, poi ha lavorato in altri ambiti, sempre della Provincia», racconta la collega Edi Pardini.

«Da anni sapeva di essere gravemente malato, ma non lasciava trasparire niente, la profonda fede che aveva gli dava forza», continua.

La Provincia tutta prende parte al dolore della famiglia, residente a Cascina. Al funerale ci sono colleghi di ieri e di oggi, c'è il presidente Andrea Pieroni. E poi tutti quei ragazzi, oggi tanti sono uomini, che si uniscono nell'ultimo saluto della loro guida spirituale.

«La Provincia perde un dipendente dal grande valore professionale e umano, una persona che si è fatta apprezzare in ogni ufficio dove ha prestato servizio, sempre positivo, disponibile ma non arrendevole», ricorda Pieroni.

Francesca Suggi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera