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Oggi la Festa campestre contro le cave

Oggi la Festa campestre contro le cave

San Miniato, il Comitato si mobilita dopo la sentenza del Tar. I 5 stelle: «Siamo al loro fianco»

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SAN MINIATO. Fa ancora paura lo spettro delle cave nella valle del Chiecina. Due i fronti aperti, quello sulla sponda palaiese dove le previsioni dei siti estrattivi sono congelate in attesa di verificare la vocazione tartufigena delle aree, e l’altro aperto a colpi di sentenza dal Tar della Toscana in terra sanminiatese a Bucciano. Prospettive contro cui è mobilitato il Comitato No cave che per oggi organizza la Festa Campestre per tenere viva la protesta. L’appuntamento è per l’ora di pranzo presso le Mandrie Alte in Val di Chiecina, davanti al vecchio forno contadino a legna, per un pasto condiviso.

Sulla vicenda interviene il Movimento 5 stelle di San Miniato. «Negli ultimi giorni la vicenda relativa alla costruzione delle cave in Val di Chiecina ha registrato una importante e preoccupante novità: il Tar per la Toscana accogliendo il ricorso presentato da un proprietario dei terreni sul versante sanminiatese della valle ha di fatto bocciato la decisione della Provincia di Pisa di scartare il sito di Bucciano quale possibile zona per l'attività estrattiva». E aggiungono i grillini: «Era stato il Comune di San Miniato in virtù della vocazione tartufigena della zona a chiedere esplicitamente all’ente provinciale di togliere il sito in questione dal Piano».

La questione che finisce per fare il paio con la sponda palaiese. «In attesa del verdetto dell’Università di Pisa sulla presenza tartufigena nell’intera valle, se prima il timore era che venissero costruite tre cave, all’improvviso ci troviamo di fronte alla possibilità che il numero dei siti aumenti». E gli attivisti a 5 stelle si rifanno alle motivazioni riportate nella sentenza del Tar: «Uno dei diritti lesi al proprietario dei terreni risulta essere quello relativo all’informazione, si ritiene cioè che non sia stato avvertito nei modi e nei tempi giusti, fatto che costituisce, testualmente,  ”un vulnus ai diritti di partecipazione”».

E a proposito di partecipazione i grillini sottolineano il metodo. «Per la prima volta un tribunale ha riconosciuto quello che sosteniamo da più di un anno circa la inadeguatezza della informazione da parte degli enti amministrativi locali nei confronti dei cittadini interessati. Ma se non è stato correttamente informato uno di coloro che dalla costruzione delle cave avrebbe tratto profitto ancor più grave è che l’informazione sia stata debole e inefficace nei confronti di tutti coloro che rischiano di veder svanire nel nulla anni di lavoro e investimenti nella zona».  I 5 stelle partono dalla sentenza per un richiamo alla politica. «Se al Tar spetta la giusta tutela del diritto da parte del proprietario a un lecito sfruttamento economico del proprio terreno, a maggior ragione la politica dovrebbe farsi carico della tutela dell’interesse generale, compreso quello ambientale e paesaggistico di una valle».

La questione cave è approdata anche alla Festa Democratica provinciale in corso a San Miniato Basso durante un incontro sul Turismo con i consiglieri regionali Tognocchi e Mattei, e il presidente della Provincia di Pisa Andrea Pieroni. Fra il pubblico alcuni membri del Comitato No alle cave e i grillini. «Al momento delle domande abbiamo preso la parola facendo presente l’insensatezza di dover legare la salvaguardia di un luogo incontaminato come la Valle del Chiecina alla sola presenza del tartufo – dicono –. Ne è scaturito un dibattito apparentemente fruttuoso, se solo i fatti seguissero le parole dei nostri amministratori. Tognocchi ha ribadito che le cave in Val di Chiecina non si faranno e che è inutile starsi a preoccupare. L’apprensione però rimane alta, la verità è che delle promesse non si fida più nessuno. Attendiamo fatti concreti come la cancellazione delle delibere relative a queste cave».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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