Il Tirreno

Pontedera

S. Chiara, la crisi si ricompone con maggiori quote sanitarie

S. Chiara, la crisi si ricompone con maggiori quote sanitarie

Volterra, il sindaco scrive all’assessore regionale per chiederne dieci in più. Buselli: a tutte le proposte avanzate ci è stato detto no per l’azienda è un colpo micidiale con costi che ricadono sui cittadini

1 MINUTI DI LETTURA





Dieci quote sanitarie aggiuntive per ripristinare l’equilibrio dell’offerta per l’assistenza residenziale, al momento non più rispondente al bisogno della popolazione non autosufficiente. E’ quanto chiede il sindaco del Comune di Volterra e presidente della Società della Salute Marco Buselli in una lettera indirizzata all’assessore regionale alla Salute Luigi Marroni. In particolare la richiesta fa riferimento all’attuale situazione dell’azienda pubblica Santa Chiara: «L’obiettivo di questa amministrazione era il rilancio dell’azienda dotandola di un vero e proprio piano industriale – spiega Buselli -  attraverso la realizzazione di una residenza per disabili gravi (rasd) e il trasferimento dei degenti dall’ospedale  psichiatrico di Montelupo. Proposte cui è stata data risposta negativa e a cui si aggiunge il taglio del 20% delle quote in convenzione da parte dell’Asl. Per il Santa Chiara un colpo micidiale con costi che ricadono anche sui cittadini».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani