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Alla Waste serve più tempo chiesta una proroga ai giudici

di Nilo Di Modica
Alla Waste serve più tempo chiesta una proroga ai giudici

Pirogassificatore di Castelfranco di Sotto, domani c’è l’udienza al Consiglio di Stato L’alta corte dovrebbe pronunciarsi in merito all’autorizzazione concessa all’impianto

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CASTELFRANCO DI SOTTO. Potrebbe non concludersi domani la vertenza legale del pirogassificatore Waste Recycling. A meno di quattro mesi dall’ultima udienza, infatti, domani mattina la quinta sezione del Consiglio di Stato dovrebbe riunirsi per prendere la decisione definitiva in merito all’autorizzazione all’impianto. Il condizionale è in questo caso d’obbligo dopo la richiesta, da parte di Waste, di rimandare la sentenza a nuova data. Una necessità che, come si legge nell’istanza inviata all’Alta corte, è dovuta ai tempi troppo stretti per effettuare il collaudo delle strutture, ma anche dalla necessaria sostituzione di alcuni componenti del pirogassificatore.

“La prima fase del collaudo dell’impianto è stata dedicata principalmente a: effettuare con particolare cura test su ogni singolo componente; verificare le condizioni di processo del combustore, con particolare riferimento al raggiungimento delle temperature idonee – si legge nella richiesta di rinvio –. Le operazioni di collaudo, proprio perché condotte con particolare attenzione, cautela e scrupolo, hanno manifestato profili (indipendentemente dall’impegno profuso) di complessità”. I tempi dovuti alla vertenza legale avrebbero avuto, inoltre, il loro peso sull’allungamento di quelli del collaudo. “Solo dopo l’ordinanza dei giudici e la stipula del protocollo d’intesa si è potuto verificare “lo stato” dell’impianto”.

Inoltre, le operazioni di test sulle varie parti dell’impianto hanno “permesso di individuare un certo numero di piccoli ma essenziali componenti elettronici e meccanici per i quali si è resa necessaria la sostituzione o la nuova taratura, tenuto conto che l’esposizione inerte e a freddo della macchina agli agenti atmosferici ha inciso, in maniera imprevedibile, sulle componenti più sensibili”.

La richiesta della Waste, appena notificata alle controparti non ha mancato di scatenare reazioni, a cominciare dall’Unione Inquilini e dal Movimento 5 Stelle che, oltre a chiedere ad Arpat e amministrazione comunale di rendere pubblici i dati sul collaudo, incalzano il vicesindaco Gabriele Toti a prendere una posizione in merito alla richiesta di rinvio.

«Il Consiglio di Stato non avrebbe dovuto esprimersi solo sulle questioni amministrative nella sentenza del Tar? – chiedono i grillini –. Accettare una proroga del collaudo per attenderne la conclusione e l’esito non va oltre le competenze amministrative?». «Stupefatti e allarmati», si dicono invece i membri del Comitato, capitanati da Aurora Rossi. Che annuncia: «I nostri avvocati si sono opposti. Tutto fa pensare che il motivo della richiesta sta nel fatto che il macchinario non funziona».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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