Il Tirreno

Pontedera

«Prima le elezioni poi un fronte unico a parlare con Piaggio»

«Prima le elezioni poi un fronte unico a parlare con Piaggio»

Assemblea col segretario generale Ugl Giovanni Centrella «Basta polemiche», e sogna due delegati eletti

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PONTEDERA. Ricostruire il consenso intorno al sindacato, poi, puntare dritto al cuore dei problemi della Piaggio. Quanto più uniti possibile e senza distinzione di bandiera. È quanto ha cercato di spiegare ai dipendenti dell’azienda della Vespa, nel corso di tre assemblee che si sono tenute ieri (una per turno), il segretario generale, nazionale, dell’Ugl, Giovanni Centrella.

«Alla Piaggio – ha spiegato il massimo dirigente nazionale del sindacato – non possiamo nasconderlo. Abbiamo un problema: quando Maurizio Iacoponi ha lasciato l’attività sindacale, trequarti degli iscritti ci ha lasciati, per confluire o nella Uil o nella Fim».

Risultato: gli iscritti, alla vigiliadelle elezioni per il rinnovo della Rsu-Piaggio, sono poche decine. Anche se con grande forza di volontà, i rappresentanti locali dell’Ugl sono riusciti a presentare una lista. «Con la quale – sottolinea Centrella – cercheremo di guadagnare almeno due seggi».

la speranza, un po’, arriva proprio dalle assemblee di ieri: quella del mattino è stata partecipatissima. «Mi aspettavo di parlare a qualche decina di persone – svela il segretario nazionale – invece erano oltre un centinaio». E così anche negli altri due turni. Segno che, all’interno della fabbrica, la discussione c’è. È sentita. «Se conquistiamo due seggi – prosegue Centrella – per noi sarà un successo, perché nei fatti ci siamo azzerati, dopo Iacoponi. E adesso stiamo cercando, con fatica, di ricreare un tessuto solido».

Ma l’Ugl lancia anche un messaggio che vada oltre le elezioni dei rappresentanti sindacali aziendali. «Dopo le elezioni occorre parlare d’altro – avverte i suoi colleghi – Occorre mettere al centro i problemi della fabbrica: tutto quello che viene lavorato a Pontedera arriva da fuori, l’indotto ha subito un colpo durissimo e sta scomparendo, il rischio successivo è che questo potrebbe accadere, domani, anche alla casa madre. Per questo dobbiamo essere uniti nel porre alcuni quesiti all’azienda: quali sono le scelte, quale il destino di questo che ritengo sia l’unico vero polo industriale italiano».

Un messaggio che ha un indirizzo preciso: è rivolto agli altri sindacati. «Che intanto – conclude Giovanni Centrella – litigano per come si dividono i seggi delle Rsu dopo le elezioni. Vorremmo che si smettesse con questa polemica, che non serve a niente. Quando la Rsu sarà eletta e composta, occorre avere una unica bandiera, per andare a colloquiare con Roberto Colaninno, con l’obiettivo di portare a casa dei risultati concreti, delle risposte chiare ai nostri dubbi di oggi».

Emilio Chiorazzo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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