Non ci sono soldi, festival a picco
Teatro Romano, l’amarezza di Migliorini: farò spettacoli a Peccioli, qui resta poco
VOLTERRA. Il festival internazionale del Teatro Romano rischia di osservare uno stop nel 2013 che ne metterebbe a rischio anche le realizzazioni future. Lo afferma l’anima del festival, Simone Migliorini, che denuncia uno stallo nei finanziamenti e quindi nella possibilità di organizzare gli spettacoli.
«Credo che ormai per quest’anno sarà difficile presentare un programma ricco come le passate edizioni – spiega – perché ormai è troppo tardi. Probabilmente riusciremo a fare la consegna del premio L’Ombra della sera e un altro paio di appuntamenti teatrali». Di solito, il festival si svolgeva dal primo al 15 luglio e nella prima settimana di agosto. Ormai siamo alla fine di giugno e non ci sono programmi per i prossimi giorni che riguardano il festival internazionale del teatro romano. In pratica mancano soldi, ma è mancata la certezza dei finanziamenti fin da subito quest’anno. «O abbiamo ricevuto risposte negative, oppure inferiori rispetto al passato – spiega Migliorini riferendosi ai contributi economici – Purtroppo il nostro festival non è mai stato preso sotto l’ala di qualche ente pubblico o privato, tipo una banca o una fondazione. Si tratta sempre di un’iniziativa privata che deve darsi da fare per trovare da solo fino all’ultimo centesimo. E questo impedisce anche di poter accedere a finanziamenti pubblici».
Il denaro necessario per realizzare il festival si aggira sui 35mila euro. A oggi ne sono stati trovati o promessi solo meno della metà. I contributi, negli anni scorsi, sono arrivati dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra, dalla Cassa di risparmio di Volterra , dal Comune e dagli sponsor, con questi ultimi che rappresentano circa il 10% delle entrate. E con i soldi trovati fino a questo momento sarà davvero difficile ripetere i circa 22 tra spettacoli ed eventi. «E’ sempre stato un appuntamento che dava lustro alla città – riprende – con il coinvolgimento delle scuole e dell’università. Tra l’altro abbiamo sempre proposto produzioni indipendenti per spettacoli divenuti anche molto famosi nel mondo teatrale. E tutto questo, quest’anno, sarà impossibile. Per quanto ci riguarda abbiamo trovato l’accordo con il festival 11 lune di Peccioli e realizzeremo lì alcune nostre produzioni». A mettere il bastone fra le ruote di tutta l’operazione ci sono anche i disagi per i lavori al’area archeologica. Ci sarebbe la necessità di affittare il teatro Persio Flacco oppure creare spettacoli nelle piazze. Questo potrebbe servire a ridurre un po’ i costi, «ma snaturerebbe anche lo spirito del festival del Teatro Romano», sottolinea Migliorini che aggiunge: «Credo che questo, però, sarebbe il male minore, visto che si rischia d’interrompere una tradizione lunghissima e che ormai era diventato un polo d’attrazione per molte persone».(a.q.)
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