Il Tirreno

Pontedera

Contro i lupi le ronde dei pastori è allarme per le stragi di greggi

di Manolo Morandini
Contro i lupi le ronde dei pastori è allarme per le stragi di greggi

In Alta Valdicecina cresce l’esasperazione tra gli allevatori, un’ottantina i capi predati nel 2012 «Siamo stufi di perdere giornate di lavoro per un capo sbranato e pagare per il suo smaltimento»

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VOLTERRA. Arrivano in coppia. Silenziosi, avanzano nell’oscurità. È notte fonda quando i lupi vanno a caccia. Sulla strada s’imbattono nel pastore e i suoi cani. Anche lui è in agguato ed è pronto a far da scudo ai suoi greggi. «Così non si può andare avanti – dice scoraggiato l’allevatore Bartolomeo Carta –, la notte ci tocca dormire con un occhio aperto perché i lupi sono sempre in agguato». La tensione in Alta Valdicecina è alta, al punto che la Coldiretti provinciale parla di soluzioni “fai da te”: «Gli allevatori pensano a ronde e all’istituzione di un corpo di vigilanza notturna formato dagli stessi agricoltori per tenere lontano i predatori».

I lupi nelle zone del Volterrano, come a Pomarance e Castelnuovo Valdicecina sono ormai di casa. Decine gli assalti ai greggi. Dei capi azzannati e sbranati gli agricoltori hanno perso ormai il conto. «Le statistiche non dicono il vero – sottolinea l’allevatore Giampaolo Farru –. C’è chi è stufo di perdere giornate di lavoro per denunciare un capo sbranato e farsi anche carico dei costi di smaltimento della carcassa». Nel 2012 sono un’ottantina i capi “scomparsi” dai greggi in Alta Valdicecina.

Carta e i suoi colleghi hanno perso il conto delle volte che hanno chiesto aiuto alle istituzioni. «Le recinzioni non funzionano – spiega –. E poi come si fanno a recintare venti ettari di terreno? I greggi sono al sicuro solo dentro le stalle quando dovrebbero invece stare all’aria aperta». Graziano Siotto ha gli allevamenti e i pascoli a Castelnuovo Valdicecina e lui i recinti anti-lupo li sta sperimentando da un anno. «Funzionano – dice Siotto –. Li uso per proteggere le greggi la notte. E poi ho anche i cani, ma non sempre si riesce a prevenire i lupi». Che aggiunge: «Si abituano alle mosse del pastore. Se le greggi di notte sono al sicuro allora attaccano di giorno».

«Il clima è esasperato tra gli allevatori – sostiene Fabrizio Filippi, presidente provinciale Coldiretti –. Come dargli torto,subiscono danni alle greggi e alla produzioni di latte e si vedono portare via, da sotto gli occhi, quello che gli dà da vivere». Che aggiunge: «In Toscana c’è un problema lupi da gestire, come esiste un problema ungulati. La fauna selvatica è troppo numerosa. L’equilibrio è saltato».

Nelle campagne del pomarancino Giacomo Antonio Farru sta lavorando per mettere al sicuro i suoi cento capi di pecora. «Dalla Regione ho ottenuto un contributo del 50% per far fronte alla spesa per le recinzioni che userò per il ricovero notturno dei greggi».

Secondo Coldiretti la presenza dei lupi, come quella degli ungulati più volte denunciata, mette a rischio il diritto di fare impresa agricola. «Di questo passo – analizza Aniello Ascolese, direttore provinciale Coldiretti – le poche aziende di allevamento che sono riuscite con enorme difficoltà a resistere in questi anni in aree marginali chiuderanno e in quei territori non rimarrà più nessuno. A parte il lupo e i cinghiali».

C’è poi tutta la questione legata allo smaltimento delle carcasse da non sottovalutare tanto che Coldiretti (info su www.pisa.coldiretti.it), un anno fa, aveva proposto la creazione di cimiteri aziendali per seppellire le carcasse degli ovini sbranati dai predatori. L’intensificarsi degli attacchi dei lupi, ed il conseguente aumento dei decessi dei capi di capre e pecore, ma a volte anche animali da cortile, costringe, per legge, gli allevatori a smaltire le carcasse, considerate “rifiuto speciale”, presso l’inceneritore a proprie spese. E ogni smaltimento può costare alcune centinaia di euro.

«Per l’impresa, già vessata da tutta una serie di rincari di costi, il danno da predazione – spiega il direttore Coldiretti Ascolese – è un danno doppio». L’associazione di agricoltori consiglia agli allevatori di dotarsi dell’apposita assicurazione agevolata, per messo del Co.Di.Pra, per avere un paracadute per queste evenienze. «L’assicurazione non risolve tutti i problemi – conclude Filippi –, ma è uno strumento importante per avere indietro parte del danno subito».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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