Rifiuti, gestione virtuosa il 98% viene differenziato
SANTA CROCE SULL’ARNO. Solo il 20-25% della materia prima in entrata, utilizzata per realizzare le pelli, diventa un prodotto finito. Il resto, pari al 75-80%, insieme ai prodotti chimici impiegati,...
SANTA CROCE SULL’ARNO. Solo il 20-25% della materia prima in entrata, utilizzata per realizzare le pelli, diventa un prodotto finito. Il resto, pari al 75-80%, insieme ai prodotti chimici impiegati, diventa scarto. Eppure di questo il 71% viene riutilizzato o riciclato, stando al dato diffuso dall’Unione Nazionale Industria Conciaria nell’ultima edizione del Rapporto Ambientale.
Il processo di lavorazione della pelle produce rifiuti di diversa natura a seconda della fase di produzione da cui provengono: i sottoprodotti di origine animale (carniccio, peli, rasature, cascami e ritagli) rappresentano oltre il 48,4% del totale, a cui si aggiungono i fanghi di depurazione (il 21,7% circa del totale) e i liquidi di concia (il 20,9%). Il recupero e il riutilizzo dei rifiuti prodotti dall’industria conciaria sono subordinati all’applicazione di procedure di raccolta e stoccaggio differenziati che ne evitano la miscelazione. Da questo punto di vista, il comportamento delle aziende del settore è virtuoso: le percentuali di raccolta differenziata, dal 2002, non sono mai scese al di sotto del 91% dei rifiuti prodotti, fino ad attestarsi dal 2010 al 98%.
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