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rischio amianto

Il sindaco: «All’ex Gozzini la situazione è bloccata»

SANTA CROCE SULL’ARNO. È una situazione bloccata quella delle ex Officine Gozzini, nonostante l’evidente degrado e i rischi di contaminazione ambientale. «Una situazione ben nota agli enti di...

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SANTA CROCE SULL’ARNO. È una situazione bloccata quella delle ex Officine Gozzini, nonostante l’evidente degrado e i rischi di contaminazione ambientale. «Una situazione ben nota agli enti di controllo e all’amministrazione, ma estremamente complessa per consentire interventi definitivi». È questa la risposta del sindaco di Santa Croce Osvaldo Ciaponi all’istanza presentata dal Movimento Cinque Stelle, che aveva evidenziato i pericoli legati alla struttura, con una superfice di 12mila metri quadri di eternit abbandonati a sé stessi. «La complessità – spiega Ciaponi – è rappresentata anche dalla particolarità dei soggetti che dovrebbero intervenire. Proprietaria dell’area, infatti, è la cooperativa Primavera 90, che è stata posta in liquidazione coatta nel 2010, e quindi con forti limitazioni operative ed economiche». Il primo cittadino ripercorre i passaggi della vicenda, a partire dai controlli effettuati nel 2004, che avevano portato «l’amministrazione – scrive – ad adottare i primi provvedimenti nei confronti del curatore fallimentare dell’area ex Gozzini e dei legali rappresentanti della Soldani Officine Meccaniche, per la messa in sicurezza, la rimozione dei rifiuti e il ripristino dello stato dei luoghi. Questi soggetti effettuarono un’indagine preliminare che evidenziò superamenti delle soglie di contaminazione. Nel 2008 e 2009, quindi, Arpat richiese la presentazione del piano di caratterizzazione per valutare gli interventi da attuare. Nel frattempo, però, l’intero complesso fu acquisito dalla Primavera 90, che si assunse l’onere di tutte le operazioni di caratterizzazione e bonifica». Dopo il fallimento della cooperativa, Arpat e Asl hanno effettuato nuovi controlli, «che hanno messo in luce – dice Ciaponi – la presenza di notevoli quantitativi di materiali contenenti amianto». Il sindaco esclude, però, un intervento d’ufficio da parte del Comune: «Che risulterebbe complesso – afferma – anche in considerazione del fatto che il destinatario di tali esecuzioni sarebbe il Tribunale fallimentare di Firenze, e talmente oneroso da risultare irrealizzabile». (g.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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