Spaccano la vetrina della gioielleria e fuggono coi monili
CALCINAIA. Hanno agito sotto l’occhio elettronico della telecameta, che ha immortalato tutto. E, incuranti, del fatto che a un certo punto, è scattato anche l’impianto d’allarme sonoro. Sono stati...
CALCINAIA. Hanno agito sotto l’occhio elettronico della telecameta, che ha immortalato tutto. E, incuranti, del fatto che a un certo punto, è scattato anche l’impianto d’allarme sonoro.
Sono stati fulminei. Più o meno com’era avvenuto lo scorso inverno. Già, perché il furto che ha subito la notte scorsa la gioielleria Capone di via della Botte a calcinaia, è identica, nelle modalità, a quella che la stessa gioielleria, aveva subito a novembre dello scorso anno.
Erano circa le 3,3p quando una macchina . Una station wagon che era stata rubata nel pisano - è arrivata davanti alla gioielleria. Sono scesi in cinque. Tutti con il volto coperto, travisato. Perché i ladri erano consapevoli che le loro gesta sarebbero finite nell’obiettivo della telecamera di sorveglianza.
Uno di loro ha tirato fuori dall’auto una grossa mazza di ferro, ed ha colpito in maniera secca la vetrina, mandandola in frantume.
È a questo punto che è scattato l’allarme. Dal filmato, subito visionato dalle forze dell’ordine fatte intervenire sul posto, si vede benissimo che qualcuno del commando è preoccupato, vorrebbe andar via, senza mettere a segno il colpo. Ma c’è chi, in maniera rapida, riesce ad arraffare i monili che erano rimasti in vetrina. Per fortuna tutti oggetti non di valore. Oggetti in bronzo, circa duemila euro il bottino finale. Anche grazie al fatto che i titolari della gioielleria ogni sera tolgono dalle vetrine gli oggetti più costosi e preziosi, ricoverandoli in cassaforte.
Il frastuono provocato dai ladri, nel mandare in frantumi la vetrata, non è passato inosservato. Qualche abitante delle case vicine ha sentito, s’è svegliato. Ha dato l’allarme. E, in poco tempo, sul posto, sono arrivati i carabinieri, ma dei ladri non c’era più alcuna traccia. Presi i preziosi, si sono allontanati, alla guida della stessa vettura con cui erano arrivati. I filmati sono stati visionati a più riprese, nella speranza che qualche elemento possa tornare utile per risalire all’identità di qualcuno dei componenti del commando. Ma, almeno da questo punto di vista, i ladri sono stati molto accorti a non scoprirsi troppo.
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