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«Più trasparenza sul progetto Tubone»

«Più trasparenza sul progetto Tubone»

SANTA CROCE SULL’ARNO. Un’opera pubblica importante e dal forte impatto sul territorio per la quale è «auspicabile la pubblicazione online del progetto, affinché chiunque possa visionarlo». Gli...

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SANTA CROCE SULL’ARNO. Un’opera pubblica importante e dal forte impatto sul territorio per la quale è «auspicabile la pubblicazione online del progetto, affinché chiunque possa visionarlo». Gli esponenti del Movimento 5 Stelle di Castelfranco e Santa Croce puntano i riflettori sul Tubone, dopo l’approvazione del nuovo  accordo di programma a cui si lega il riassetto della  depurazione civile e industriale del Comprensorio del Cuoio, della Val di Nievole, della Valdelsa e della Valdera. «Non siamo contrario a priori alla realizzazione del progetto, ritenuto di grande utilità e indispensabile per ottemperare alle disposizioni della Comunità Europea, ma chiediamo che siano chiariti alcuni punti nell’interesse di tutti i cittadini e in nome della trasparenza».

«Quali sono i reali costi dell’opera?», chiedono i grillini. Che aggiungono: «Dai 145 milioni di euro del 2004 oggi si è arrivati a 205 milioni, ma tenendo conto che la stima è basata su progetti preliminari con probabilità è soggetta a crescere». C’è poi il riflesso in bolletta. «Il peso e il costo dell’opera che verrà rifuso in bolletta a carico dei cittadini ad oggi è indicato in 105 milioni di euro».

Ci sono anche gli aspetti ambientali tra i punti su cui i 5 Stelle chiedono maggiori informazioni. In particolare, un piano di salvaguardia  ambientale del padule di Fucecchio, la più grande area umida d’Europa, «in quanto ad oggi  sono ancora molti i dubbi avanzati dagli ambientalisti, visto che con la realizzazione del progetto l’ apporto di acqua al padule diminuirà, con gravi pericoli nei periodi di siccità».

Il progetto Tubone coinvolge anche l’Associazione conciatori di Santa Croce e il Concorzio conciatori di Ponte a Egola. «Qual è il rapporto tra il costo dell’opera e i benefici che ne otterranno le associazioni dei conciatori? L’acqua depurata che è destinata a ritornare nei cicli di produzione delle concerie sarà realmente riutilizzabile?». E ancora: «Come sono stati ripartiti i costi per la realizzazione dell’opera, considerando che i  vari depuratori privati, Acquarno, Cuoiodepur e Ponte a Cappiano, beneficeranno degli introiti derivanti dalla depurazione delle acque reflue che convoglieranno verso i loro stabilimenti?».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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