Il Tirreno

Pontedera

Interporto in stallo sfuma l’insediamento della società Fintyre

di Giacomo Pelfer
Interporto in stallo sfuma l’insediamento della società Fintyre

Appello di Zoppi, l’agenzia che gestisce il parco immobiliare «Per uscire dalla situazione di stallo servono le banche»

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SAN MINIATO. È la prima immagine che il distretto offre di sé a chi arriva dalla Fi-Pi-Li. Il centro esatto del Valdarno e il punto nodale della sua viabilità. Un centro fatto di capannoni mai finiti, di scheletri in cemento in un mare di sterpaglie, con quella sensazione di degrado e di incompiuto che avvolge le sue strade. Sono tanti i cantieri fermi all’interporto di San Donato, bloccati dalle difficoltà (soprattutto giudiziarie) del Gruppo Btp.

Enormi scheletri in attesa di un acquirente o di un contratto d’affitto che fornisca garanzie per la ripresa dei lavori. Eppure, a spezzare l’interesse dei privati, che comunque si registra nonostante la crisi, sarebbe la linea di chiusura delle banche, decise a non concedere liquidità in operazioni che non danno tutte le garanzie. È così che un grande gruppo nazionale, interessato a entrare nel gigantesco capannone lungo la ferrovia (il più grande dell’interporto) ha finito per rinunciare. E alla fine ha fatto rotta verso Bergamo. A raccontarlo è Franco Zoppi della Zoppi Immobiliare di Calenzano, l’agenzia che gestisce vendita e affitto degli immobili ancora incompleti. Protagonista dell’operazione il gruppo Fintyre Spa di Empoli, leader nazionale nella distribuzione di pneumatici di sostituzione, che ha riunito la ex PneuService ad una serie di altre aziende italiane. Il gruppo, intenzionato ad accentrare magazzino e l’amministrazione in un unico stabilimento, aveva preso contatti per occupare gli oltre 30mila metri quadri del mega capannone all’interporto.

«Una trattativa estremamente avanzata – dicono dalla Zoppi – fino a quando le banche non hanno fatto resistenza». «Per completare i lavori – spiega Franco Zoppi – occorrono circa 6-7 milioni di euro. La Fintyre avrebbe affittato la struttura per 1 milione e mezzo l’anno con un contratto di 9 anni, contribuendo ai lavori con un anticipo di locazione di 2 milioni. È evidente che l’investimento sarebbe stato recuperato in pochi anni; anche uno sprovveduto capirebbe che siamo di fronte ad un ottimo affare». Eppure le banche hanno detto no, negando il finanziamento alla Santa Croce 2010 Srl, proprietaria degli immobili dell’interporto, di cui la Btp è socio ed esecutore dei lavori.

«Le banche ci hanno risposto di essere già fuori di 40 milioni per l’intero interporto – riprende Zoppi – ma se non cambiano posizione non usciremo mai dalla situazione di stallo». Così, poche settimane fa, la Fintyre ha annunciato il trasferimento a Seriate, in provincia di Bergamo. «Adesso stiamo puntando alla vendita – dice Zoppi –, ma le richieste non vanno oltre il 50% della struttura». È andata meglio, invece, con il capannone da 24 mila metri quadrati proprio infondo all’interporto, affittato recentemente alla società francese Materis, che distribuisce vernici per la grande distribuzione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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