Il Tirreno

Pontedera

Torna ai livelli del ‘94 il costo dell’acqua depurata: meno 30%

Anche il dimezzamento dei debiti e una nuova spinta nell’innovazione tra i cardini del bilancio Cuoiodepur

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SAN MINIATO. Una diminuzione della tariffa dell'acqua del 30 per cento, il dimezzamento dei debiti, una nuova spinta nella ricerca e nell'innovazione.

Questi i cardini del lavoro fatto dai vertici di Cuoiodepur di Ponte a Egola in questi ultimi tre anni. Un lavoro fatto di contenimento dei costi, ottimizzazione delle risorse, a fronte comunque di continui investimenti nelle nuove frontiere della depurazione.

Così dal 2009 al 2012 la depurazione dell'acqua - un costo significativo nel bilancio delle concerie - è passata da una tariffa media di 13,30 euro al metro cubo a 9,50 euro al metro cubo. Numeri che si traducono in un totale carico di significati: nel 2009 il costo netto a carico dei conciatori era di 11 milioni e 63.514 e nel 2012 è stato di 9 milioni e 293.719 euro nonostante un sensibile aumento del quantitativo di acqua depurata ed il forte aumento dei costi energetici. Per trovare un costo netto complessivo a questo livello bisogna risalire al 1994.

Questi risultati, che sono parte centrale del bilancio consuntivo 2012, saranno illustrati dal presidente di Cuoiodepur Michele Matteoli all'assemblea dei soci del 9 maggio alle 21 nella quale saranno elette anche le cariche per il prossimo triennio.

Michele Matteoli guida un comitato di presidenza, che collabora direttamente con il personale operativo della società, così composto: Mauro Fiaschi (gestione manutenzioni e fornitori), Simone Taddei (gestione fertilizzanti); Ettore Valori (gestione energia elettrica e gas).

Importante nel periodo, appunto, è stato il lavoro di contenimento dei costi che, unitamente anche all'aumento dei quantitativi di acqua denunciata hanno determinato una minore incidenza dei costi fissi sulla tariffa.

Inoltre, gli obiettivi di riduzione dei consumi di prodotti mediante i progetti sviluppati nel tempo, quali la realizzazione dell’impianto di produzione di ossigeno in sostituzione dell’uso di acqua ossigenata, l’ampliamento del comparto biologico per eliminare i trattamenti chimico-fisici, l’essiccazione dei fanghi, che consente di evitare il condizionamento dei fanghi con calce e ferro, sono stati ampiamente raggiunti.

Ecco la ragione di un nuovo notevole impulso alla ricerca di nuove tecnologie o di miglioramenti del processo di depurazione, come il progetto Biosur, per il trattamento biologico delle emissioni odorigene, finanziato dalla Comunità Europea, e il progetto per la separazione delle linee dedicate agli scarichi civili per ottimizzare i consumi nei trattamenti finali.

Sempre nell'ambito della ricerca Cuoiodepur - società misto pubblico-privata, a maggioranza privata, partecipata dai Comuni di San Miniato e Montopoli - sta sviluppando un progetto a livello comprensoriale, denominato “M.E.T.A.”, finanziato dalla Regione Toscana, che si pone l’obiettivo, attraverso una sperimentazione biennale, di produrre energia dai fanghi di depurazione e da altri sottoprodotti della filiera conciaria.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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