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Gli perforarono l’intestino ora ottiene 60mila euro
Il risarcimento liquidato dall’Asl 5 ad un paziente sottoposto ad un intervento di chirurgia per l’asportazione di un’ernia. L’ospedale ha riconosciuto l’errore
PONTEDERA. Negli ultimi due mesi il direttore generale dell’Asl 5, Rocco Damone, ha firmato diverse delibere con cui autorizza il pagamento di risarcimenti a cittadini che hanno avuto a che fare con le conseguenze di interventi non riusciti, di diagnosi non proprio “centrate”, o con altre situazioni riconducibili a errori medici.
Una delle ultime serve per liquidare 60mila euro in favore di un paziente dell’ospedale Lotti al quale è stato perforato l’intestino in seguito ad un intervento di chirurgia addominale che era stato programmato per asportare un’ernia che, a sua volta, era la conseguenza di un’altra operazione. La manovra errata che aveva causato la perforazione dell’intestino era avvenuta nel marzo del 2011 ed era stata riconosciuta dallo stesso personale medico dell’Asl. Nelle settimane successive il paziente si è rivolto a un legale e ha presentato una denuncia con tanto di richiesta danni.
L’Asl 5, come succede in casi come questi, ha dato inizio a una procedura per capire eventuali responsabilità e soprattutto per cercare di individuare la causa della perforazione così da evitare di ripetere la stessa procedura. Il nucleo di valutazione sinistri costituito dopo che la Regione ha deciso di gestire in maniera diretta gli “incidenti” professionali ha esaminato sia la documentazione e le richieste del paziente che le conclusioni della verifica interna che viene attivata per prassi ogni volta che si verifica un problema in un reparto dell’ospedale o comunque in una struttura gestita dall’Asl 5. Alla fine, in un tempo che è abbastanza ragionevole, l’Asl ha deciso di “chiudere” il sinistro, del quale l’Asl non ha fornito i particolari appellandosi alla privacy, che verrà liquidato con 60mila euro.
Infine, in questi giorni sono stati liquidati circa 12mila euro per un incidente capitato durante un day hospital oncologico all’ospedale Lotti di Pontedera. I danni li ha chiesti una donna che si è trovata a dover affrontare le conseguenze dovute al travaso di un farmaco chemioterapico (incidente avvenuto nel marzo di un anno fa). Un’infiltrazione accidentale di un liquido usato durante la terapia nel tessuto sottocutaneo. È una complicanza rara ma impegnativa e l’Asl una volta riconosciuto il problema ha cercato una mediazione con il legale della cittadina “chiudendo” il sinistro con il risarcimento deciso in questi giorni. «Non ci sono situazioni particolari – spiega l’Asl 5 –, la differenza rispetto al passato è che le pratiche di risarcimento danni quando hanno un fondamento vengono chiuse in tempi più rapidi».
Sabrina Chiellini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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