Italia
L’Inps chiede ai pensionati di restituire la quattordicesima
I controlli hanno scovato redditi più alti di quelli auto-certificati e di conseguenza sono in partenza le lettere per il recupero delle somme versate nel 2010
Pensionati che avete dichiarato un reddito minimo presunto e che avete ricevuto la quattordicesima per integrare il vostro mensile state attenti. L’Inps, l’istituto della previdenza sociale, potrebbe chiedervi soldi indietro se quel che avete dichiarato non coincide con i dati in possesso dell’Agenzia delle entrate e che sono in corso di verifica con l’istituto di previdenza sociale sui redditi relativi all’anno 2009.
Si tratta di un controllo che sul territorio della Valdera si aggira intorno alle 400 e le 500 persone. E che, invece, in tutta la Provincia di Pisa lievita leggermente.
«La quattordicesima era stata istituita per integrare i redditi da pensione molto bassi – dicono dall’ufficio Inps di Pontedera – Ma l’erogazione di questo denaro era stata fatta con la precisazione che il nostro istituto si riservava il diritto di effettuare controlli. Adesso questi controlli sono in corso e le situazioni differenti dalle dichiarazioni devono essere sanate».
Ma attenzione: non ci saranno richieste di restituzione energiche.
In questi giorni sono in fase di spedizioni le lettere che contengono le motivazioni della richiesta e anche le modalità con cui questa, secondo l’ente previdenziale, dovrà avvenire.
L’Inps, infatti, ha disposto la restituzione dei soldi erogati in 36 rate, per somme intorno ai 10 euro, in base a quanto il pensionato è tenuto a restituire.
E non sembra che all’orizzonte ci siano conseguenze come accertamenti fiscali.
La rateizzazione servirà a rimettere le cose a posto senza conseguenze. Del resto, il caso specifico riguarda persone con pensioni intorno ai 300 euro.
Una cifra assai bassa rispetto ai 493,43 euro indicati come soglia minima.
La differenza tra i due mensili è stata integrata, appunto, con la quattordicesima, istituita dal governo Prodi nel 2007. Per ottenerla, i pensionati hanno presentato una dichiarazione su redditi presunti, intascandola in automatico, con la consapevolezza che i controlli avrebbero potuto cambiare la situazione.
Basta, infatti, una collaborazione, una rendita catastale o una qualsiasi forma di reddito per sballare il conto presunto e incappare, appunto, nella richiesta di restituzione.
Ai pensionati interessati, stanno arrivando plichi con la documentazione dell’Agenzia delle entrate sui rispettivi redditi presunti dichiarati.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
