Italia
Concerie sotto scacco ogni mese 3 casi di furto
Summit tra gli imprenditori dell’Assoconciatori e i vertici dell’Arma Il capitano Trombetta: «Servono comportamenti utili alla prevenzione»
SANTA CROCE. Tre furti al mese. Anzi qualcosa in più stando al numero di episodi denunciati dai conciatori all’interno delle aziende di Santa Croce sull’Arno, Ponte a Egoloa e Castelfranco di Sotto: tredici i casi da gennaio scorso. Nel mirino dei ladri non solo pellame, ma anche attrezzature, contanti e il nuovo “oro rosso”: il rame. Da qui la scelta di stringere le maglie dei controlli con azioni coordinate tra imprenditori e carabinieri.
Ai conciatori è richiesto di tenere alta la guardia, segnalando i movimenti sospetti all’interno delle zone industriali del Comprensorio del cuoio. Se ne è parlato nelle stanze dell’Assoconciatori dove gli imprenditori hanno incontrato il comandante della compagnia carabinieri di San Miniato, capitano Antonio Trombetta, e i luogotenenti Andrea Oteri, Alfonso Guarnacci ed Emanuele Quaranta, rispettivamente comandanti delle stazioni di Santa Croce sull’Arno, Ponte a Egola e Castelfranco di Sotto.
«Condotti con tecniche e in tempi diversi i furti in conceria non sono facilmente riconducibili a una specifica matrice criminale – afferma il presidente Assoconciatori Franco Donati –. E impegnano noi imprenditori a una collaborazione continua con le autorità di sicurezza».
«È importante che i conciatori tengano la massima allerta anche su comportamenti semplici ma utili nella prevenzione dei furti – dice il capitano Trombetta –. Per esempio, chiudere l’accesso alla conceria durante la pausa pranzo o dotarsi di sistemi di allarme volumetrici e perimetrali con rilevamento delle manomissioni».
Da qui la scelta di individuare all’interno di ogni azienda un responsabile preposto a informare le forze dell’ordine in caso di furto e soprattutto come referente a cui rivolgersi per i sopralluoghi in caso di allarme. «È una previsione semplice – dice Donati –, ma utile a rendere l’intervento dei carabinieri ancora più efficace poiché guidato da chi conosce al meglio la conceria di volta in volta interessata».
È la videosorveglianza lo strumento considerato più efficace dagli imprenditori per scoraggiare i furti in conceria, anche se spesso i video si rivelano utili solo per le indagini successive e le telecamere sono consentite solo nelle aree private.
Resta alta la guardia. Oltre ai controlli di routine sull’intero Comprensorio l’Arma è impegnata nel monitoraggio della ampia zona industriale anche nelle ore notturne. «È importante razionalizzare le risorse di cui disponiamo – conclude Trombetta – e provvedere, fra l’altro, a rispondere alla domanda specifica di sicurezza che ci arriva dagli imprenditori in modo mirato».
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